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L’Islanda si apre all’immigrazione. Sondaggio certifica come i giovani siano più aperti al mondo

L’Islanda, pur essendo uno Stato privo di forze armate, è tra i membri fondatori della NATO. Gli Stati Uniti vi hanno tenuto fino al 2006 la NASKEF, base aerea e navale di Keflavik. Circa tre anni fa è stata annunciata l’intenzione dei vertici americani di ristrutturare la base nella prospettiva di farle ospitare il nuovo velivolo militare Boeing P-8 Poseidon, oltre a due squadriglie di caccia. La presenza di truppe, come era stato fino al 2006, non è ancora stabilita, anche se appare probabile. Una delle principali aziende islandesi del settore edilizio, la ÍAV, ha presentato al Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti l’offerta migliore per l’appalto di progettazione e costruzione dei nuovi hangar e degli altri edifici della zona NATO presso l’aeroporto internazionale di Keflavik. La spesa preventivata dalla ÍAV è addirittura inferiore ai costi previsti dai militari americani. Il governo islandese ha detto che le spese saranno coperte dalla NATO e dal governo USA. Il completamento dei lavori è previsto per il 2023.

Oltre agli americani, l’Islanda sembra orientata a ospitare anche altri stranieri. La celebre società di sondaggi Gallup ha infatti pubblicato un’inchiesta che mostra come sia aumentata la tolleranza dei cittadini islandesi verso il fenomeno dell’immigrazione. i più giovani e istruiti abitanti delle città si sono rivelati i più aperti, come dichiarato da Rakel Ósk Reynisdóttir, rappresentante multiculturale dell’Università di Islanda. 

L’Islanda ha appena concesso il permesso di soggiorno a tutta la famiglia Khedr: padre, madre e quattro figli minori dovevano abbandonare l’isola il 16 settembre e fare ritorno in Egitto, ma hanno infine ottenuto di restare per cause umanitarie. Si erano nascosti per evitare la deportazione, decisa dal Comitato per l’immigrazione dopo aver concluso che i Khedr non sarebbero stati oggetto di persecuzione una volta tornati in Egitto. Poi, però, il caso si è trascinato così a lungo che alla fine hanno vinto i Khedr. Il Primo ministro islandese Katrín Jakobsdóttir ha comunque sottolineato come l’Islanda non dia il permesso di soggiorno a chiunque ne faccia richiesta, bensì decida secondo il sistema vigente, che prevede un massimo di 16 mesi per decidere le singole cause.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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