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L’Iran respinge accuse sugli incidenti di sicurezza per le navi in transito nel Golfo Persico e nel Mare dell’Oman

Con una durissima nota l’Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran respinge al mittente le accuse provenienti da Israele circa un coinvolgimento proprio dell’Iran negli incidenti e assalti subiti in queste ore da alcune navi nel Golfo Persico e nel Mare dell’Oman. Per Hamid Bayat Ambasciatore della Repubblica islamica dell’Iran si tratterebbe di semplice “attacchi propagandistici” effettuati dal “regime sionista” e da “alcuni paesi nemici“. L’obiettivo? Sarebbe quello di “creare un falso clima per precisi fini politici“.

Al centro del contendere ci sarebbe tra gli altri, l’assalto alla petroliera Mercer Street nel nord-est dell’isola di Masira dell’Oman. L’ambasciata iraniana sottolinea come l’evento sia stato “quasi immediatamente e senza alcun prova” attribuito dalle autorità americane, britanniche e del regime israeliano all’Iran.

La Repubblica Islamica dell’Iran, pur condannando questo attacco e deplorando l’uccisione di due cittadini, un britannico e un romeno, considera il rafforzamento della pace, della stabilità e della sicurezza nella regione una delle più importanti priorità della propria politica estera – prosegue la nota -. L’Iran, in quanto Paese con le coste più estese nel Golfo Persico e nel Mare dell’Oman, ha sempre sostenuto la libertà di navigazione in questa regione e considera molto importante in questo senso il libero passaggio delle navi. Per questo motivo l’Iran condanna e ha condannato qualsiasi atto terroristico o attacco alle navi mercantili“.

L’ambasciata quindi sottolinea non solo che La Repubblica Islamica dell’Iran “non è mai stata coinvolta in questo attacco o in altri atti di sabotaggio“, ma non ne avrebbe avuto alcun interesse.

Per l’ambasciatore Hamid Bayat gli unici ad avvantaggiarsi da questo attacco sarebbero solo gli israeliani: “Si intravede in questo attacco una cospirazione contro la Repubblica Islamica dell’Iran e le accuse dei nemici della pace, della stabilità e della sicurezza, prendono di mira le azioni stabilizzanti iraniane nella regione. Il regime israeliano ha più volte affermato che impedirà la positiva conclusione dei negoziati in corso sull’accordo nucleare, e il recente sabotaggio avvenuto alla vigilia dell’insediamento del nuovo governo in Iran, è la prova di tale cospirazione“.

Il diplomatico iraniano poi ricorda come “Alcuni paesi siano rimasti in silenzio-assenso di fronte agli attacchi terroristici e del sabotaggio delle navi mercantili iraniane nel Mar Rosso e nelle acque internazionali, all’assassinio di un suo scienziato nucleare e alla distruzione degli impianti nucleari iraniani“.

Nel comunicato si sottolinea come l’incidente relativo alla nave Mercer Street sia avvenuto in acque internazionali e che l’Iran è impegnato nell’identificare i sabotatori. “L’Iran ha lunghe coste e numerose strutture portuali nel Mar Caspio, Golfo Persico e Mare dell’Oman, nonché un’elevata capacità di trasporto marittimo e attribuisce grande importanza alla sicurezza marittima e alla libertà di navigazione. Lo spiegamento navale iraniano nell’Oceano Indiano e nelle aree circostanti per più di un decennio a sostegno degli sforzi internazionali per combattere la pirateria, è stato ripetutamente elogiato nei rapporti delle Nazioni Unite“.

Hamid Bayat aggiunge come “Le sistematiche violazioni del diritto internazionale da parte del regime israeliano, comprese le sue significative minacce alla sicurezza marittima e alla libertà di navigazione, nonché la sua lunga storia di operazioni false flag in alto mare e principali corsi d’acqua internazionali, è un dato importante che spesso viene ignorato. La comunità internazionale deve essere pienamente consapevole della spregiudicata condotta militare e di intelligence di questo regime in una regione instabile come il Medio Oriente, condannare tali azioni e ritenerlo responsabile di tutte le sue attività illegali e destabilizzanti. Purtroppo, abbiamo assistito alle recenti dichiarazioni provocatorie delle autorità del regime sionista che in palese violazione della Carta delle Nazioni Unite, minacciano di usare la forza e, come dozzine di casi precedenti a volte accompagnati anche da atti terroristici, incontrano il silenzio dell’Occidente. Invece bisogna ricordare a Tel Aviv che ci saranno conseguenze immediate per qualsiasi ‘avventura e errore di calcolo‘”.

La Rappresentanza diplomatica iraniana in Italia assicura che la Repubblica Islamica dell’Iran continuerà a sostenere la pace, la stabilità e la sicurezza nella regione come in passato, e considera qualsiasi sabotaggio e atto terroristico contro i propri interessi.

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Nato a Torino il 9 ottobre 1977. Giornalista dal 1998. E' direttore responsabile della rivista online di geopolitica Strumentipolitici.it. Lavora presso il Consiglio regionale del Piemonte. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratore presso il settimanale locale il Canavese. E' stato direttore responsabile della rivista "Casa e Dintorni", responsabile degli Uffici Stampa della Federazione Medici Pediatri del Piemonte, dell'assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Piemonte. Ha lavorato come corrispondente e opinionista per La Voce della Russia, Sputnik Italia e Inforos

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