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Le parti libiche si incontreranno presto “faccia a faccia” a Tunisi

L’Unione Europea e la Missione di Sostegno delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL) hanno minacciato sanzioni per tutti coloro che ostruiscano il processo di dialogo libico, secondo quanto concordato durante la Conferenza di Berlino. Un avvertimento che non sembra preoccupare troppo i miliziani, consapevoli di non avere possedimenti in Europa e di non avere viaggi in programma nel continente.

L’unica ragione per cui non stiamo assistendo a nuovi scontri nel Paese nordafricano è probabilmente il fatto che i libici sono stanchi di guerra e spargimenti di sangue. O perché, come ha evidenziato il ministro degli Interni Fathi Pashagha, i Paesi vicini si stanno impegnando a sostenere una soluzione pacifica. Lunedì, Williams ha discusso presso il palazzo di Cartagine con il presidente della Repubblica tunisina, Kais Saied, dei preparativi per il primo incontro faccia a faccia del Forum sul dialogo politico libico che si terrà a Tunisi all’inizio di novembre. L’incontro delle delegazioni che prenderanno parte al dialogo sarà preceduto da un meeting in videoconferenza, nonché dai colloqui della Commissione Militare Congiunta (JMC) dei 5+5, che cominceranno a Ginevra il 19 ottobre.

I cinque alti ufficiali del GNA e 5 dell’LNA si concentreranno sulle modalità con cui procedere alla smilitarizzazione della città costiera di Sirte, che dovrebbe divenire capitale ad interim e sede delle principali istituzioni politiche ed economiche della Libia. Durante i colloqui con il presidente tunisino, Williams ha ricordato le conclusioni della Conferenza di Berlino sulla Libia tenutasi nel gennaio 2020. Gli ha anche fornito una panoramica dei preparativi della missione ONU sui prossimi step dell’action plan descritto come una reale opportunità per ottenere una svolta nel processo politico libico. “Il Libyan Political Dialogue Forum, previsto in Tunisia, discuterà i preparativi necessari per lo svolgimento quanto prima delle elezioni presidenziali e parlamentari libiche e per l’istituzione di un ramo esecutivo in grado di servire il popolo libico“. Ha spiegato il capo ad interim dell’UNSMIL, evidenziando che i leader attuali non si candideranno alle prossime elezioni, in riferimento al Premier Fayez al-Sarraj e il maresciallo Khalifa Haftar. “Questa sarà una condizione per la ripresa del dialogo intra-libico”, ha continuato.

Williams ha anche indicato che la Missione di supporto delle Nazioni Unite in Libia lavorerà dal 19 ottobre per facilitare i colloqui tra le due parti nella Commissione militare mista 5 + 5, esprimendo la speranza che i colloqui si concluderanno con una decisione su un cessate il fuoco permanente in Libia. Secondo Williams, tutte le condizioni sono ora favorevoli per portare avanti il ​​dialogo intra-libico, grazie anche ai colloqui precedenti, compresi quelli tenuti in Egitto e Marocco lo scorso settembre. In questo senso, ha sottolineato la sincera disponibilità delle parti interessate libiche a raggiungere una piena riconciliazione nazionale. Il presidente Kais Saied ha accolto con favore la conclusione positiva del processo di consultazione tra la Tunisia e la Missione di sostegno delle Nazioni Unite in Libia per la scelta della Tunisia di ospitare questo importante incontro di dialogo. “La Tunisia è pronta a mobilitare tutte le risorse umane e materiali necessarie per contribuire al successo di questo evento“, ha assicurato il capo di Stato. Saied han ribadito inoltre la posizione del suo Paese riguardo alla crisi libica: volta a trovare una soluzione politica intra-libica basata su un approccio globale che preservi l’unità e la sovranità della Libia, lontano da qualsiasi interferenza straniera. “La Tunisia non è in concorrenza con nessuno – ha dichiarato aggiungendo che – l’obiettivo è trovare una soluzione pacifica alla crisi in questo paese fraterno”.

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Nata nelle Marche nel 1988. Giornalista pubblicista, vive a Tunisi dove sta studiando arabo mentre partecipa alle vicende libiche. Corrispondente per “Notizie Geopolitiche”, Tripoli è stata la sua prima esperienza come inviata di guerra. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratrice presso il quotidiano di approfondimento “L’Indro”. Ho commentato la crisi libica per diversi canali del Golfo (218 TV, Sky News Arabia, Libya’s Channel e Libya al-Hadath) ed italiani (TgCom24, SkyTg24, Uno mattina, Tg Rai, Radio Domani, Radio Anch’io, Radio in Blu). È autrice di “Speciale Libia”, una piattaforma dedicata al Paese nordafricano. Scrive di Medio Oriente e Nord Africa, dal terrorismo al lablabi.

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