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La Slovacchia riceve fondi dall’Unione Europea e investimenti dall’Italia

Il 13 luglio l’Ecofin (Consiglio Economia e finanza), la modalità di riunione del Consiglio europeo che comprende i Ministri delle finanze degli Stati membri, ha dato il via libera all’utilizzo dei fondi finalizzati al rilancio delle economie nazionali danneggiate dal COVID-19. Del primo gruppo di Paesi che potranno ricevere i finanziamenti fa parte anche la Slovacchia, sul cui piano di ripresa e resilienza (Plán obnovy) era stato dato parere positivo dalla Commissione europea il 21 giugno; la presidente Ursula von der Leyen era venuta nella capitale Bratislava per comunicarlo al governo, lodare la qualità del piano e la tempestività con cui è stato presentato. Durante la conferenza stampa congiunta, il premier slovacco Eduard Heger ha però detto che il difficile deve ancora venire e che consiste nell’attuazione stessa del piano, per la quale serviranno capacità organizzative, collaborazione e finezza politica. Ha anche sottolineato come il futuro del Paese dipenda in gran parte proprio dal Plán obnovy, le cui priorità sono la difesa dell’ambiente e la transizione ecologica, l’efficienza della pubblica amministrazione e la digitalizzazione. Il totale destinato dall’UE alla Slovacchia ammonta a 6,3 miliardi di euro e rientra nel fondo Next Generation EU, il programma di aiuti economici post-pandemia per il periodo 2021-2023. Un prefinanziamento da 800 milioni potrà essere assegnato già entro l’autunno. I fondi successivi arriveranno in base alla realizzazione degli obiettivi delineati nel rapporto della Commissione e all’implementazione degli investimenti e delle riforme previste. Paolo GentiloniCommissario europeo per gli affari economici e monetari, ha commentato: La nostra valutazione positiva del piano della Slovacchia fa fare al Paese un grosso passo avanti verso i 6,3 miliardi del fondo Next Generation EU. Questo piano ambizioso aiuterà a dare impulso agli investimenti nelle energie rinnovabili, nel trasporto sostenibile e nella decarbonizzazione della regione dell’Alta Nitra. Sosterrà le riforme per il miglioramento dell’istruzione e della sanità, assicurando anche sia la congruità delle pensioni che la sostenibilità del sistema pensionistico stesso.

Il gruppo HTI (High Technology Industries), colosso da 1 miliardo di euro di fatturato e con sede principale in Italia, ha aperto un nuovo impianto in Slovacchia nella cittadina di Stará Ľubovňa. Il progetto, del valore di 10 milioni di euro, era slittato di un anno a causa del coronavirus, ma finalmente è giunto a compimento, e all’inaugurazione era presente anche il ministro dell’Economia Richard Sulík. La HTI, produttrice di funivie e fornitrice di servizi per gli sport invernali, da tredici anni in Slovacchia, dà lavoro a circa 100 persone e ora sta valutando di espandere la produzione creando altri 250 posti di lavoro. Il presidente di HTI ha dichiarato: Abbiamo trovato qui molte persone qualificate e laboriose, e questa è una regione in cui ci aspettiamo sicuramente un forte sviluppo nei prossimi anni.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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