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La Scozia produrrà whisky ecologico, ma la burocrazia è ancora lenta

L’energia del mare renderà ecologica la produzione di whisky scozzese, con la posa di grosse turbine che verranno installate sul fondo tra due isole dell’arcipelago delle Ebridi Interne. Saranno completamente sott’acqua, dunque non disturberanno il paesaggio, e genereranno 3 megawatt di elettricità destinati alle dieci distillerie locali. La Nova Innovation Ltd., azienda britannica del settore delle energie rinnovabili e in particolare di quella “mareomotrice” (che si ricava dagli spostamenti d’acqua causati dalle maree), implementerà il suo progetto “Oran na Mara” nelle acque tra le isole Islay e Jura, a beneficio di rinomati marchi di whisky quali il Bunnahanhain e il Bruichladdich. Anche la politica ha accolto con favore le potenzialità derivanti da questo progetto. Micheal Russel, deputato del Parlamento scozzese della circoscrizione amministrativa di Argyll and Bute, che per ampiezza è la seconda del Paese, si è dichiarato felice per questa notizia: la combinazione tra l’industria tradizionale della produzione di whisky e la potenzialità dell’energia rinnovabile del mare intorno all’arcipelago rappresenta “l’innovazione e l’immaginazione per le quali la Scozia è conosciuta” e “sarà l’esempio di un’ottima prassi che verrà riconosciuta ed elogiata”. Intanto, la Scotch Whisky Association, l’associazione di categoria dei produttori di whisky scozzese, ha annunciato l’obiettivo di raggiungere il livello “net-zero” entro il 2040, cioè il bilanciamento tra le emissioni nette di gas serra e quelle assorbite o rimosse. Questo stesso obiettiVo è stato fissato dalla Scozia nel 2045 e dal Regno Unito per il 2050.

Ci sono voluti sette mesi al governo scozzese per rispondere a una richiesta effettuata secondo il Freedom of Information Act (FOI), la legge che tutela la libertà di informazione e il diritto di accesso agli atti amministrativi. La tempistica prevista dalla legge è di 20 giorni lavorativi, ma stavolta si è raggiunto il record di 218 giorni di calendario, battendo la lentezza dell’anno 2019 che aveva visto un’attesa di quattro mesi. Il limite dei 20 giorni è stato superato l’anno scorso per ben 346 volte, ma il governo ha allungato questa scadenza a 60 giorni per ovviare agli inevitabili inconvenienti della pandemia. Secondo i dati ufficiali emanati dal governo locale, in Scozia vi sono stati finora 183mila casi confermati di contagio e più di 6mila decessi da coronavirus. La zona più colpita è stata la circoscrizione sanitaria della Grande Glasgow e Clyde, quella più popolosa del Paese. La seconda ondata tuttora in via di svolgimento coinvolge più persone rispetto alla prima, ma come precisa la stessa fonte della BBC, il motivo è banalmente statistico, legato cioè al maggior numero di invidui testati. I vaccini che vengono somministrati dall’8 dicembre scorso sono quelli di Pfizer-BioNTech e Oxford-AstraZeneca e richiedono due somministrazioni. I quattro gruppi di pazienti prioritari sono gli anziani nelle case di riposo e il relativo personale, coloro che hanno più di 80 anni e gli operatori sociali e della sanità che lavorano a contatto col pubblico.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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