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La Namibia reagisce alla siccità e alle alluvioni

La Namibia è sempre alla ricerca di soluzioni al problema della scarsità di riserve idriche: ora l’attenzione del governo è concentrata sul sistema della desalinizzazione delle acque dell’oceano Atlantico, progetto che condividerebbe con il vicino Botswana, spesso colpito dalla siccità. Proprio durante una visita del presidente del Botswana Mokgweetsi Maisisi a inizio marzo, è stato presentato dalla NamWater (Namibia Water Corporation Ltd) un progetto per la produzione annua di 36,5 milioni di metri cubi di acqua potabile. L’ufficio stampa del Presidente namibiano Hage Geingob ha comunicato che uno degli investitori interessati è il miliardario russo Rashid Sardarov, imprenditore nel settore dell’energia con la sua Comsar Properties SA, che in Namibia ha già degli affari in corso dal 2018. I vertici della NamWater hanno comunque specificato che i nomi degli investitori verranno resi noti solamente dopo che il governo avrà approvato lo studio di fattibilità e fatto entrare il progetto nella fase di approvvigionamento. In altre zone del Paese, invece, l’acqua è troppa: i livelli sono saliti al punto da distruggere le case di cinque villaggi nella regione di Kavango West. L’Ufficio del Primo Ministro namibiano (OPM) ha predisposto rifugio e vettovaglie per i circa 700 cittadini sfollati. I-Ben Nashandi, direttore esecutivo dell’OPM, ha dichiarato: “Siamo qui per dare inizio al programma di trasferimento temporaneo delle comunità interessate dalle inondazioni. Viviamo in una comunità nella quale dobbiamo tendere una mano di aiuto l’uno all’altro, perciò quando un tuo vicino rimane vittima di un’alluvione, ma tu non sei là, sussiste per noi l’obbligo morale di aiutare”.

La compagnia di bandiera Air Namibia, intanto, è stata definitivamente chiusa ed è in corso la battaglia legale sui beni rimasti per pagare i debiti. L’Alta Corte della capitale Windhoek ne ha disposto la liquidazione provvisoria, ma la compagnia belga Challenge Air è particolarmente agguerrita nel voler ottenere il pagamento dei suoi crediti; la disputa con Air Namibia era iniziata addirittura nel 1998 a seguito di un contratto di leasing e di manutenzione di un velivolo Boeing 767-33. Secondo alcuni esperti, la vera causa del fallimento di Air Namibia consisterebbe nelle interferenze politiche attribuite al partito di governo SWAPO (South West Africa People’s Organisation). Nel corso degli anni, SWAPO avrebbe piazzato in posti di potere all’interno della compagnia uomini vicini al partito invece che specialisti del settore con esperienza e competenze gestionali. Il ministro dell Imprese Pubbliche Jooste ha di fatto ammesso le interferenze, dicendo però che esse possono avere diverse forme, per esempio nel caso in cui il governo abbia chiesto ad Air Namibia di volare lungo una determinata rotta per motivi diplomatici o commerciali che avevano un senso in quel determinato momento, ma che hanno avuto anche un costo. Di fronte al Parlamento Jooste ha detto: “quindi ciò che è importante è determinare e giustificare il costo”.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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