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La gestione globale delle tecnologie è una dura necessità dei nostri tempi

Su Project Syndicate, Landry Signé (docente e condirettore della scuola di management globale “Thunderbird” dell’Università statale dell’Arizona, membro senior della Brookings Institution, membro illustre della Stanford University, giovane leader a livello globale del Forum Economico Mondiale e autore del libro “Unlocking Africa’s Business Potential”, recentemente pubblicato.), Mark Esposito (co-fondatore di Nexus FrontierTech, ha tenuto incontri e stage presso la scuola di business “Hult” e le Università di Harvard, Cambridge e l’Università statale dell’Arizona, presso cui dirige congiuntamente l’iniziativa di ricerca sulla 4RI alla scuola di management globale “Thunderbird”. Co-autore del libro recentemente pubblicato “The AI Republic: Building the Nexus Between Humans and Intelligent Automation”) e Sanjeev Khagram (decano e direttore generale della scuola di management globale “Thunderbird” dell’Università statale dell’Arizona) ragionano insieme su come regolamentare e utilizzare le nuove tecnologie. Certi del fatto che la questione non possa essere circoscritta a un solo settore o a un unico Paese, quale esso sia, affermano che la cooperazione potrà sortire effetti positivi a lungo termine, ma che per beneficiarne occorre cercare in modo esteso e leale un terreno comune fra i vari concorrenti. 

Washington (Distretto di Columbia) – Quarantene da pandemia,  digitalizzazione e accelerazione della Quarta rivoluzione industriale (4RI): sono queste le forze motrici dei cambiamenti della struttura globale di governo. Poiché i leader tecnologici mondiali risponderanno anche della geopolitica, si intensifica la concorrenza per il dominio nei settori avanzati come per esempio l’intelligenza artificiale (IA). La corsa alle tecnologie della 4RI diventerà il fattore principale di influenza sugli accordi economici e politici di respiro globale che si instaureranno nel futuro post-pandemico. Sebbene gli USA siano ancora la potenza numero uno nel campo dell’IA, sentono il fiato della Cina sul collo e vedono avvicinarsi altri giocatori come la Russia. La Cina, da parte sua, ha già investito circa 300 miliardi di dollari in questo settore (compresi i chip e le auto elettriche), ha approvato una strategia nazionale di innovazione (“Made in China 2025”) e ha agevolato la crescita di giganti delle tecnologie all’avanguardia come Baidu, Alibaba e Tencent. Tuttavia, anche se la Cina detiene un enorme potenziale di sviluppo dell’IA, dovrà ancora lavorare molto prima di poter riuscire a superare gli Stati Uniti. Le analisi mostrano che la Cina rimane indietro su tre direttrici chiave: macchinari, ricerche scientifiche e sfera commerciale. Oltre a USA e Cina, vi sono pure Paesi europei e asiatici che si stanno impegnando nelle innovazioni della 4RI. La Gran Bretagna, ad esempio, è nel gruppo di vertice di quegli Stati che sono pronti all’IA grazie al posizionamento di alto livello delle sue Università che conducono ricerche e ai generosi finanziamenti statali alle ricerche stesse. Molti Paesi asiatici hanno già dimostrato un evidente vantaggio dal punto di vista della diffusione delle tecnologie e del grado di robotizzazione. La Corea del Sud, nella quale ogni 10mila operai vi sono 774 robot, precede di gran lunga la maggioranza degli altri Paesi, mentre il Giappone, che in un modo o nell’altro domina l’industria automobilistica, ha iniziato a risiedere stabilmente nel gruppo dei leader del settore dei mezzi di trasporto a guida autonoma.

Con queste premesse, il Covid-19 ha accelerato la tendenza alla digitalizzazione: per il tracciamento, le previsioni, la diagnostica e il contenimento del virus è stata implementata una serie di tecnologie 4RI in aggiunta all’organizzazione del telelavoro, del commercio elettronico e ad altri mutamenti nel modo di operare. Di fatto, proprio una piattaforma di IA ha scoperto per prima i segnali di un focolaio di di infezione del virus, oltre una settimana prima dell’annuncio ufficiale da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità. Da quel momento, l’IA e l’apprendimento automatico sono stati utilizzati per il tracciamento e le previsioni sull’andamento della pandemia, per l’individuazione dei pazienti ad alto rischio e l’ottimizzazione dell’uso delle risorse. Inoltre, gli scienziati ricorrono all’IA per scoprire nuovi focolai di Covid-19 e per sostenere la ricerca nel campo dei metodi efficaci di cura e del vaccino. Questo lavoro dimostra la necessità di una maggiore trasparenza nella regolamentazione a livello globale: onde evitare un “nazionalismo dei vaccini”, che rappresenterebbe un gioco a somma zero, occorre perfezionare i processi di scambio transnazionale dei dati e delle soluzioni tecnologiche in modo che nessuno resti indietro.

Il recente dinamismo nella sfera della sanità è una sorta di simbolo della geopolitica 4RI in un senso più esteso. È stata dedicata molta attenzione all’acuirsi della rivalità tra Cina e Stati Uniti dall’inizio della crisi del Covid-19. E non è evidente proprio a tutti la chance che la crisi rappresenta per i Paesi in via di sviluppo come stimolo per aumentare l’implementazione delle tecnologie 4RI. In Africa, ad esempio, è stata lanciata una piattaforma-SMS basata sull’IA per la trasmissione di contenuti formativi ai bambini che non vanno a scuola e che non hanno accesso a Internet, agli smartphone o persino ai libri di testo. Queste innovazioni sono tanto più importanti quanto più a lungo le scuole resteranno chiuse. Analogamente, venditori e compratori nell’ambito del commercio al dettaglio fanno sempre maggiore affidamento sui pagamenti elettronici con telefonino per rispettare il distanziamento sociale e per non spezzare la catena distributiva. In agricoltura, per prendere decisioni si utilizzano sempre di più le informazioni che vengono dalle piattaforme di big data arricchite “dall’Internet delle cose”.

Tuttavia, la piena applicazione di queste possibilità richiede un maggior coordinamento tra il settore pubblico e quello privato e con le istituzioni multilaterali. Per sua stessa natura, la concorrenza nella 4RI è di incitamento per gli Stati a utilizzare il proprio potere economico al fine di disegnare standard internazionali. In un’epoca nella quale i dati rappresentano una forza propulsiva, l’atteggiamento dei governi dei Paesi leader rispetto alla regolamentazione, compresa quella di questioni cruciali come la privacy personale, influenzerà l’intero ordine economico mondiale negli anni a venire. Tale dinamica ha già trovato attuazione nel fatto che Paesi diversi hanno applicato gli strumenti di riconoscimento dei volti e di tracciamento digitale dei contatti basato sull’IA durante la pandemia. In Corea del Sud e in Cina queste tecnologie hanno avuto larga diffusione nei primi stadi ed ora continuano a confermare la propria efficacia per quanto riguarda il contenimento del virus, anche se indubbiamente a danno della sfera privata degli individui.

Gli USA, al contrario, non hanno potuto contare su questi strumenti, in parte perché non hanno ancora determinato regole e standard precisi con riferimento alla privacy degli utenti, alla sicurezza dei dati e alla proprietà digitale nella 4RI. Anche se alcuni Stati degli USA hanno proposto diverse basi normative, l’assenza di un sistema nazionale rimane uno dei maggiori ostacoli sul percorso verso l’utilizzo del potenziale dell’IA e dei big data. La concorrenza tra USA e Cina è stata messa al primo posto nell’ordine del giorno delle priorità di sicurezza nazionale e del commercio, trasformando le normali questioni gestionali in problemi molto più grossi di rilevanza geopolitica. Però è impossibile gestire efficacemente l’industria globale dell’alta tecnologia senza un consenso globale: un’efficace strategia nazionalista, per non dire poi isolazionista, di regolamentazione dei dati personali semplicemente non esiste. Come si è visto dal “Regolamento generale sulla protezione dei dati” dell’Unione Europea, la mancanza di un coordinamento tra gli organi di livello nazionale ha portato a dei seri errori e all’inefficacia in fase di attuazione, ostacolando così l’investigazione su potenziali violazioni, indebolendo la concorrenza e minando la fiducia da parte dei consumatori e del mondo degli affari. La crisi del Covid-19 rappresenta una storica possibilità per determinare il futuro della cooperazione internazionale. La questione sul come regolamentare e utilizzare le nuove tecnologie non può essere ristretta a un solo settore o un solo Paese, qualunque esso sia. La cooperazione all’interno della cornice della 4RI, a cominciare dalla collaborazione per la creazione e la diffusione del vaccino, può avere dei vantaggi a lungo termine, ma per ottenerli occorre una ricerca ampia e in buona fede di un terreno comune tra le diverse posizioni.

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