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La Conferenza di Berlino II accoglie con favore i recenti progressi e chiede un’equa distribuzione dei proventi del petrolio libico

Il 5 ottobre, su invito della Cancelliera Angela Merkel, Berlino ha ospitato una Conferenza di follow-up sulla Libia a margine della 75a sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite e sotto gli auspici della Missione di Sostegno delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL). La riunione ministeriale tenutasi in video conferenza ha visto la partecipazione dei Paesi che hanno partecipato a Berlino I lo scorso gennaio (Algeria, Cina, Egitto, Francia, Germania, Italia, Russia, Turchia, Repubblica del Congo, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito e Stati Uniti d’America), si è aggiunta la vicina Tunisia, nonché la Svizzera e Paesi Bassi. Alla riunione hanno partecipato anche gli alti rappresentanti delle Nazioni Unite, tra cui il Segretario generale Antonio Guterres e il suo rappresentante speciale per la Libia, Stephanie Williams, l’Unione africana, l’Unione europea e la Lega degli Stati arabi.

I partecipanti hanno ribadito il loro impegno per le conclusioni della Conferenza di Berlino sulla Libia tenutasi nel gennaio 2020, come avallato dal Consiglio di sicurezza con la sua risoluzione 2510 (2020). Hanno espresso la loro gratitudine al rappresentante speciale facente funzione del Segretario generale e capo della Missione di sostegno delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL) per i suoi sforzi per riprendere un processo politico guidato dalla Libia e facilitato dalle Nazioni Unite. Hanno accolto con favore l’adozione della risoluzione 2542 (2020) del Consiglio di sicurezza, che prevede la nomina da parte del Segretario generale di un nuovo Inviato speciale e capo dell’UNSMIL e di un Coordinatore di missione.

Hanno sottolineato la necessità di cogliere l’opportunità creata dagli sviluppi positivi nelle ultime settimane per raggiungere la pace e la stabilità in Libia. I partecipanti hanno espresso la necessità che le parti interessate regionali e internazionali lavorino insieme per aiutare i libici a trovare una soluzione politica duratura, si legge in una nota conclusiva. In particolare, hanno elogiato i piani dell’Unione africana di convocare una conferenza di riconciliazione nazionale libica ad Addis Abeba. Hanno inoltre accolto con favore le iniziative internazionali tenute nel quadro del processo delle Nazioni Unite, comprese le riunioni di Montreux (Svizzera), Bouznika (Marocco) e Il Cairo (Egitto).

Il ministro di Stato per gli affari esteri degli Emirati Arabi Uniti, il dott. Anwar bin Mohammed Gargash, ha sottolineato l’importanza del ruolo delle Nazioni Unite e ha apprezzato il successo del dialogo libico svoltosi nella località turistica egiziana di Hurghada e le sue conclusioni. Il ministro ha espresso preoccupazione per la situazione instabile in Libia e il ritardo nel raggiungere una soluzione politica che si rifelette negativamente sulla situazione regionale, e in particolare nel Mediterraneo orientale all’ombra delle continue ingerenze straniere e della maggiore presenza di mercenari stranieri sul territorio libico, così come le rivendicazioni e gli interessi delle potenze regionali sulla Libia. Il ministro degli Emirati Arabi Uniti ha sottolineato la necessità di una sinergia globale per sollecitare tutte le parti libiche a raddoppiare gli sforzi per porre fine ai combattimenti e far sì che i mercenari che combattono in Libia escano dal paese, affrontando il ruolo dei gruppi estremisti e terroristici al fine di raggiungere soluzioni sostenibili per la crisi. Gargash ha ribadito il continuo sostegno degli Emirati a una soluzione politica che garantisca l’integrità territoriale e la stabilità della Libia. Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha affermato che il futuro della Libia è in gioco e ha invitato tutti i libici a continuare a lavorare per un cessate il fuoco duraturo.

Vi imploro tutti di incoraggiare e sostenere gli sforzi per la pace in Libia facilitati dalle Nazioni Unite – non solo a parole ma con i fatti“, ha continuato, sollecitando la “piena e incondizionata attuazione” di un embargo sulle armi del Consiglio di sicurezza nei confronti della Libia. “Le violazioni da parte dei paesi che continuano a fornire armi e altro sostegno militare ai combattenti sono uno scandalo e mettono in discussione l’impegno fondamentale per la pace di tutti i soggetti coinvolti“. Guterres ha spiegato. Anche il ministro degli Esteri britannico, Dominic Raab, ha dichiarato su Twitter di stare con Guterres e il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas nell’aiutare la Libia a tracciare il suo percorso verso la pace.

I partecipanti a Berlino II hanno accolto con favore la prevista ripresa dei colloqui intra-libici sulla base delle richieste di un cessate il fuoco da parte delle parti in conflitto il 21 agosto, nonché le raccomandazioni di Montreux che hanno individuato elementi di una soluzione politica da discutere all’imminente riunione del Forum del dialogo politico libico alla fine di ottobre 2020. I partecipanti hanno invitato tutte le parti libiche ad agire in modo responsabile e costruttivo nell’interesse della loro Nazione e a costruire il consenso su una soluzione politica inclusiva che porti a elezioni che ripristinino la legittimità democratica.

Per quanto riguarda la sicurezza, vi è stato ampio accordo sul fatto che le ripetute violazioni dell’embargo sulle armi delle Nazioni Unite dovevano cessare immediatamente. I ministri hanno accolto con favore i progressi compiuti nei recenti colloqui in Egitto e nelle discussioni della Commissione militare congiunta 5 + 5. Hanno chiesto una rapida attuazione di una possibile zona smilitarizzata a Sirte e dintorni per consentirle di diventare la sede delle istituzioni statali del periodo preparatorio discusso a Montreux. Hanno anche esortato le parti libiche ad accettare rapidamente un cessate il fuoco duraturo. I ministri hanno inoltre evidenziato l’impatto negativo che l’indebolimento dell’economia libica ha avuto sulle condizioni di vita della popolazione. Hanno sottolineato l’importanza di garantire il sollevamento completo e incondizionato del blocco petrolifero, per consentire la ripresa delle esportazioni di petrolio. A questo proposito, i partecipanti hanno accolto con favore le discussioni in corso sulla gestione equa e trasparente dei proventi del petrolio tra tutte le regioni del paese. Hanno anche esortato le autorità libiche a compiere progressi sulle riforme economiche, compresa la riunificazione delle istituzioni finanziarie del paese. Secondo una nota delle Nazioni Unite, i partecipanti a Berlino II hanno espresso preoccupazione per il deterioramento della situazione umanitaria e per l’ulteriore minaccia rappresentata dalla pandemia COVID-19 in Libia, inclusi migranti e rifugiati. Hanno accolto con favore l’istituzione in giugno da parte del Consiglio dei diritti umani della missione conoscitiva per indagare sulle violazioni dei diritti umani in Libia, impegnandosi a sostenere il suo lavoro e la sua squadra investigativa una volta istituita. Hanno esortato tutti gli Stati membri a fornire più luoghi di reinsediamento ed evacuazione per i rifugiati e i richiedenti asilo bloccati in Libia. 

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Nata nelle Marche nel 1988. Giornalista pubblicista, vive a Tunisi dove sta studiando arabo mentre partecipa alle vicende libiche. Corrispondente per “Notizie Geopolitiche”, Tripoli è stata la sua prima esperienza come inviata di guerra. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratrice presso il quotidiano di approfondimento “L’Indro”. Ho commentato la crisi libica per diversi canali del Golfo (218 TV, Sky News Arabia, Libya’s Channel e Libya al-Hadath) ed italiani (TgCom24, SkyTg24, Uno mattina, Tg Rai, Radio Domani, Radio Anch’io, Radio in Blu). È autrice di “Speciale Libia”, una piattaforma dedicata al Paese nordafricano. Scrive di Medio Oriente e Nord Africa, dal terrorismo al lablabi.

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