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La Commissione UE aveva proposto di sviluppare un vaccino anti-coronavirus… nel 2017!

Come riferisce The Guardian, tre anni fa alcune grosse case farmaceutiche non diedero seguito alla proposta della Commissione europea di elaborare un vaccino rapido contro gli agenti patogeni, coronavirus in particolare.

Secondo il quotidiano britannico, l’idea era quella di far partire le operazioni per avere un vaccino e di ottenere la loro approvazione nell’ambito del progetto di collaborazione “Innovative Medicines Initiative” (IMI). Del consiglio direttivo dell’IMI  fanno parte i rappresentanti della Commissione europea della Federazione europea delle industrie e associazioni farmaceutiche (EFPIA), e a cui lavori prendono parte compagnie farmaceutiche del calibro di GlaxoSmithKline, Novartis, Pfizer, Lilly e Johnson & Johnson.

La premessa da cui era partita la Commissione era che tali vaccini avrebbero dovuto essere preparati e approvati prima che comparissero eventuali focolai di infezione: tuttavia questa visione non ha trovato il sostegno delle aziende farmaceutiche.

Sempre secondo The Guardian, negli ultimi tempi stanno aumentando le voci accusatorie nei confronti dell’industria farmaceutica, giudicata impreparata alla pandemia di coronavirus e ritenuta responsabile di non aver fissato per tempo come priorità la lotta alle malattie infettive, trattandosi di un ambito meno redditizio della ricerca contro le malattie croniche.

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