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Italia, attacco hacker SIAE indaga la polizia postale

Il tipo di attacco subito da SIAE e che ha visto oggi la pubblicazione di altri 1,95 gigabyte dati, a seguito dei 1,58 riversati nel web gratis ieri, è un tipo particolare di ransomware, anche se non autenticamente un ransomware visto che è stato sì chiesto un riscatto, ma non sono stati infettati i computer con un software malevolo. A seguito della dichiarazione dell’azienda di non voler pagare, gli attaccanti hanno modificato il messaggio sul loro sito internet, e hanno messo tutti i dati in vendita per mezzo milione di dollari. Gli hacker che hanno rubato i dati avrebbero contattato alcuni artisti chiedendo loro un riscatto da 10 mila euro in bitcoin. 

I pm di Roma hanno formalmente aperto un fascicolo di inchiesta per tentata estorsione e accesso abusivo a un sistema informatico in relazione all’attacco hacker subito alcuni giorni fa dalla SIAE. Le indagini sono state affidate alla Polizia postale. Dalle prime verifiche alcuni dati, pare al momento solo quelli anagrafici oltre ai riferimenti delle carte di identità di alcuni artisti, sarebbero già comparsi sul dark web. 

Intanto il Garante per la protezione dei dati personali ha aperto un’istruttoria sul data breach subìto dalla SIAE. 

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