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Italia, 1 milione di persone in più in povertà assoluta

La povertà assoluta torna a crescere e tocca il valore più elevato dal 2005: nel 2020 un milione di persone in più sono in povertà assoluta, 335mila famiglie in più rispetto al 2019. Lo rileva l’Istat. Secondo le stime preliminari, nel 2020 le famiglie in povertà assoluta sono oltre 2 milioni (il 7,7% del totale, da 6,4% del 2019, +335mila) per un numero complessivo di individui pari a circa 5,6 milioni (9,4% da 7,7%, ossia oltre 1milione in più rispetto all’anno precedente).

La riesplosione della povertà assoluta porta come conseguenza diretta un calo record della spesa per consumi delle famiglie (su cui si basa l’indicatore di povertà). Secondo le stime preliminari dell’Istat lo scorso anno la spesa media mensile torna ai livelli del 2000 (2.328 euro; -9,1% rispetto al 2019), il calo più alto dal 1997 quando si sono iniziate le rilevazioni di questi dati. Siamo quindi tornati al livello del 2000 e comunque ripensando alla crisi del debito sovrano, il biennio 2012-2013 la riduzione fu allora del 6,4%.  

Rimangono stabili solo le spese alimentari e quelle per l’abitazione mentre diminuiscono drasticamente quelle per tutti gli altri beni e servizi (-19,2%). Diversamente, la spesa per tutti gli altri capitoli, che nel 2020 vale complessivamente 967 euro al mese, è scesa del 19,4% rispetto ai 1.200 euro del 2019, con diminuzioni drastiche per Servizi ricettivi e di ristorazione (-39,0%), Ricreazione, spettacoli e cultura (-26,5%), Trasporti (-24,6%) e Abbigliamento e calzature (-23,2%)

L’incremento della povertà assoluta è maggiore nel Nord del Paese e riguarda 218mila famiglie (7,6% da 5,8% del 2019), per un totale di 720mila individui. Il Mezzogiorno resta l’area dove la povertà assoluta è più elevata: coinvolge il 9,3% delle famiglie contro il 5,5% del Centro.

Secondo le stime preliminari dell’Istat sulla povertà assoluta nel 2020, ad eccezione delle famiglie unipersonali, che presentano un’incidenza di povertà stabile (5,7%), una più ampia diffusione della povertà assoluta riguarda tutte le famiglie, ma in misura più rilevante quelle con un maggior numero di componenti. Se, infatti, fino a quattro componenti l’incremento si mantiene sotto i due punti percentuali o poco più (per le famiglie di due persone passa dal 4,3% al 5,7%, per quelle con tre dal 6,1% all’8,6%, per quelle con quattro dal 9,6% all’11,3%), per quelle con almeno cinque persone peggiora di oltre quattro punti, passando dal 16,2% al 20,7%. A veder peggiorare la propria condizione sono soprattutto le famiglie monogenitore (l’incidenza passa dall’8,9% all’11,7%), le coppie con un figlio (da 5,3% a 7,2%) e quelle con due (dall’8,8% al 10,6%). La presenza di figli minori espone maggiormente le famiglie alle conseguenze della crisi, con un’incidenza di povertà assoluta che passa dal 9,2% all’11,6%, dopo il miglioramento registrato nel 2019. L’incidenza di povertà tra gli individui minori di 18 anni sale, infatti, di oltre due punti percentuali – da 11,4% a 13,6%, il valore più alto dal 2005.

Il presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari, Gigi De Palo, commenta i dati Istat esprimendo la propria preoccupazione: “I dati Istat divulgati oggi sulla crescita del numero di famiglie in povertà assoluta rispetto a un anno fa devono farci riflettere. La situazione è molto grave. Nonostante siano state e continuino a essere la spina dorsale di un Paese in emergenza, questo stesso Paese le sta mettendo ulteriormente in difficoltà. Ecco perché è urgente che si approvi l’assegno unico e universale anche al Senato, con tutti i decreti attuativi, e che arrivino aiuti concreti e congrui a tutti i nuclei familiari, per contrastare un’ulteriore crescita delle famiglie in condizioni di difficoltà”: così

“Sappiamo che la prima causa di povertà in Italia è la perdita del lavoro del capofamiglia e che la seconda è la nascita di un figlio. Quindi, chiediamo al Governo d’intervenire là dove la situazione è potenzialmente più a rischio, ovvero dove ci sono figli da crescere, seguire, accudire e sostentare e i genitori non hanno più un lavoro a causa della pandemia” conclude De Palo.

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Nato a Torino il 9 ottobre 1977. Giornalista dal 1998. E' direttore responsabile della rivista online di geopolitica Strumentipolitici.it. Lavora presso il Consiglio regionale del Piemonte. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratore presso il settimanale locale il Canavese. E' stato direttore responsabile della rivista "Casa e Dintorni", responsabile degli Uffici Stampa della Federazione Medici Pediatri del Piemonte, dell'assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Piemonte. Ha lavorato come corrispondente e opinionista per La Voce della Russia, Sputnik Italia e Inforos

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