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Israele, strada in salita per il Piano Trump

Sarà tutt’altro che facile la realizzazione del Piano Trump per risolvere la lunga contesa tra Israele e la Palestina. Se da un lato il Governo Netanyahu pare procedere spedito avendo effettuato anche oggi una riunione del ministero della Difesa con l’intelligence per studiare l’operazione di annessione, rinominata Alba nelle montagne, del 30% dei territori della Cisgiordania, dall’altro si registrano non solo le proteste di gran parte della comunità internazionale, Ue in testa, ma anche dei palestinesi che continuano a sentir parlare di annessione senza alcun ritegno e soprattutto di parte della popolazione israeliana che nutre serie perplessità sulle intenzioni del Governo di avanzare il progetto in Parlamento il prossimo primo luglio.

Secondo una recente analisi condotta dall’Israel Democracy Institute, il 50% degli israeliani sarebbe favorevole all’annessione dei nuovi territori, ma solo il 25% sarebbe disponibile a proseguire nell’intento senza il sostegno diretto degli Usa. Praticamente gli elettori di tutti i partiti tranne quello ultanazionalista Yamina predicano cautela. Ma non solo, il 58% degli ebrei israeliani ritiene che la strada intrapresa da Benyamin Netanyahu rischia di far precipitare il Paese in una terza Intifada palestinese. Tutte le ipotesi sono al vaglio del ministero della Difesa che prefigura tre possibili scenari a seguito dell’avvio dell’operazione militare: sia attacchi spot di ‘lupi solitari’, sia disordini di massa, finanche una vera e propria guerra.

Non é un caso che l’Onu pacifista israeliana ‘Peace Now‘ stia organizzando cortei e presidi su alcuni ponti della tangenziale di Tel Aviv, la Ayalon, per dichiarare la propria contrarietà contro i piani di annessione. Uno degli striscioni steso dai dimostranti denuncia che “Ci sarà una guerra con l’annessione” e Shaked Morag, esponente dell’Ong, ha riferito ai media locali che il piano “si tradurrà in un disastro per Israele. Un passo sconnesso, irresponsabile, sul piano diplomatico, di difesa e morale che ci scoppierà in faccia“.

Una ferma opposizione al piano di pace Trump è arrivata anche da parte dei coloni che non digeriscono la nascita di uno Stato palestinese in via ufficiale. David Elhayani, leader dello Yesha Council dei sindaci della Cisgiordania, ha sostenuto ad Haaretz che “Trump e Kushner hanno dimostrato attraverso la proposta che non sono amici di ISRAELE e non considerano la sicurezza e gli interessi degli insediamenti“.

Non sono poi da sottovalutare gli effetti sociali della pandemia che potrebbero tramutarsi in una scintilla capace di far deflagrare la situazione nel Paese. La Banca Mondiale, nel suo ultimo rapporto, ha evidenziato come, complice lo stop di tutti gli accordi commerciali con Israele disposto da Ramallah, l’economia palestinese potrebbe contrarsi da un 7,6% fino ad un 11% e il deficit potrebbe arrivare a sfondare il miliardo e mezzo, cioè il doppio di quello registrato nel 2019. Peraltro anche l’economia israeliana subirà un rallentamento visti i continui stop and go determinati dalla pandemia. Nelle ultime 24 ore Israele ha registrato 90 nuovi casi di coronavirus, (ora i contagiati sono saliti a 17.343). Le guarigioni sono state finora 14.955 ed i decessi 290. I malati sono 2.098, 28 dei quali versano in condizioni gravi. In seguito a questo nuovo incremento record del virus nell’ultima settimana, riscontrato in particolare negli istituti scolastici, il Governo ha stabilito la chiusura di 31 scuole soe diverse migliaia di allievi e di insegnanti sono stati messi in quarantena.

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Nato a Torino il 9 ottobre 1977. Giornalista dal 1998. E' direttore responsabile della rivista online di geopolitica Strumentipolitici.it. Lavora presso il Consiglio regionale del Piemonte. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratore presso il settimanale locale il Canavese. E' stato direttore responsabile della rivista "Casa e Dintorni", responsabile degli Uffici Stampa della Federazione Medici Pediatri del Piemonte, dell'assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Piemonte. Ha lavorato come corrispondente e opinionista per La Voce della Russia, Sputnik Italia e Inforos

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