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Isole Mauritius, evitato l’ennesimo disastro ecologico

Isole Mauritius ancora a rischio di disastro ecologico. Il peschereccio da traino cinese Lu Rong Yuan, arenatosi sugli scogli, è stato finalmente disincagliato e condotto al porto di Pointe-aux-Sables. Vi è stata una fuoriuscita di combustibile, ma sembra che lo scafo sia rimasto intatto. La nave trasportava 130 tonnellate di carburante. Il ministro della Pesca Sudheer Maudhoo ha detto che sono state immediatamente prese misure per contenere ulteriori spargimenti nell’area. La reazione rapidissima delle autorità delle Mauritius è stata possibile anche grazie alla sfortunata esperienza maturata la scorsa estate, quando un cargo battente bandiera giapponese si era arenato al largo della costa sud-orientale, facendo fuoriuscire mille tonnellate di combustibile. A seguito di quell’incidente erano scesi in piazza a protestare contro la risposta inadeguata data dal governo più di 50mila persone, una folla mai più vista dopo le contestatissime elezioni del 1982. Il capitano della nave giapponese, l’indiano Sunil Kumar Nandeshwar, ha poi confessato un dettaglio sconvolgente alla commissione di inchiesta messa in piedi per capire le cause dell’incidente: egli avrebbe effettuato la virata incriminata per avvicinarsi alla costa con la finalità di prendere la connessione a Internet. Ha aggiunto che connettersi alla Rete avrebbe permesso all’equipaggio di parlare finalmente coi loro cari e mantenere alto il morale a bordo durante il lungo viaggio da Singapore al Brasile. Alcuni marinai hanno detto che il capitano avrebbe concesso di organizzare una festa di compleanno, durante la quale si sono ubriacati. Il capitano e il suo vice sono stati accusati di pirateria e violenza marittima. Il disastro della nave MV Wakashio, gestita dalla compagnia giapponese Japan P&I Club, ha causato la morte di 50 delfini, di balene e di altre creature marine. Secondo gli esperti, il danno per la fauna e la flora avrà conseguenze a lungo termine.

Si rafforza la cooperazione tra l’arcipelago della Mauritius e l’India. La banca indiana Exim (Export-Import Bank) ha esteso di altri 100 milioni di dollari la linea di credito per conto del governo indiano. Lo scorso 19 febbraio il ministro delle Finanze delle Mauritius aveva infatti siglato con la Exim un accordo per prestiti da utilizzare per la difesa, la connettività e le infrastrutture. La Exim ha dichiarato che questo prestito dimostra la capacità dell’India di fornire aiuto nell’implementazione di progetti sui mercati emergenti. Questo prestito si aggiunge all’accordo di libero scambio tra i due Paesi, grazie al quale potranno avere accesso a dazi ribassati più di 300 referenze indiane, come prodotti agricoli, tessili ed elettronici, mentre a loro volta le Mauritius avranno una corsia preferenziale nel mercato indiano per 615 referenze, dal pesce surgelato alla frutta fresca, dal sapone agli articoli medici. L’accordo “CECPA” (India-Mauritius Comprehensive Economic Cooperation and Partnership Agreement) è stato firmato in presenza del premier della Mauritius Pravind Jugnauth e del ministro degli Esteri indiano S. Jaishankar.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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