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Islanda verso la normalità: aumento del traffico aereo e festival della letteratura

Segnali di ritorno alla normalità a Reykjavik. Il traffico aereo in entrata aumenta per gli aeroporti del Paese, insieme al turismo: nel mese di agosto ben 264mila passeggeri hanno volato con Icelandair, di cui più del 90% sono arrivati su voli internazionali, contro gli 80mila del medesimo periodo dello scorso anno. Vi è stato un significativo aumento anche rispetto al mese di luglio, in particolare nei mercati di riferimento della compagnia di bandiera islandese. Anche per i voli interni la differenza rispetto all’annus horribilis 2020 salta subito all’occhio: +55%. Bogi Nils Bogason, presidente di Icelandair, ha dichiarato che l’obiettivo è quello di raggiungere il 75% del traffico che avevano nel 2019, puntando molto anche sul trasporto merci e soprattutto guardando all’area dell’Atlantico settentrionale. Intanto si è già passati da un mese di maggio con 30 partenze a settimana dall’aeroporto di Keflavík, il più grande dell’isola, alle 200 di agosto. Bogason conta sulla flessibilità che la compagnia ha sviluppato nel corso dei difficili mesi di quarantena, al fine di trovare una nuova stabilità di traffico adattandosi alle circostanze che potrebbero sorgere e alle opportunità che salteranno fuori.

La normalità si fa rivedere anche con la possibilità di tenere festival letterari. Dall’8 all’11 settembre si tiene quello della capitale, che stavolta ha come tema tra i più gettonati quello delle radici, della patria e del ritorno a casa. Gli scrittori che partecipano hanno infatti origini miste: vi sono tra gli altri Maó Alheisdóttir, islandese di origine polacca, Joachim Schmidt, svizzero che abita da un lustro sull’isola, e Khaled Khalifa, di Aleppo, il quale vive ancora in Siria nonostante la guerra e nonostante i suoi scritti siano spesso critici verso il governo. Tra gli autori locali si segnalano Þórarinn Eldjárn (figlio del terzo presidente della Repubblica d’Islanda) e la poetessa Gerður Kristný. Il festival internazionale di letteratura di Reykjavik viene organizzato con cadenza biennale dal 1984 e ha sede in due edifici storici sul lago Tjörnin, proprio nel centro cittadino. In una casa vengono intervistati gli autori dei libri presentati, mentre nell’altra si tengono le letture e le discussioni.

E a una normalità mai sperimentata prima accederanno gli abitanti della parte orientale dell’isola: partiranno finalmente i lavori per riassettare ed asfaltare la strada che unisce i centri abitati della zona, dopo che due anni fa i cittadini si erano messi loro stessi a sistemarne un tratto per protesta contro l’inattività dell’amministrazione locale. Mancano ancora gli ultimi 15 chilometri fino al fiordo di Borgarfjörður eystri, dove vivono circa cento persone e dove sorgono un bar e un albergo. Si prevede di passare con l’asfaltatrice anche lungo la casa che fu del pittore Jóhannes Sveinsson Kjarval, uno dei più importanti artisti della storia islandese, che richiama un certo numero di turisti per i quali verranno allestiti un parcheggio ed altre strutture.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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