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In Sudafrica migliaia di insegnanti rifiutano il vaccino. Tensione per la condanna all’ex presidente Zuma

Nella provincia del Gauteng, la più ricca e industrializzata del Sudafrica, sono più di 9mila gli insegnanti e gli operatori scolastici che hanno rifiutato di farsi iniettare il vaccino. Dei 125mila impiegati del settore, a partire da fine giugno ne sono stati vaccinati circa un terzo. Dal Dipartimento dell’istruzione fanno sapere che insisteranno per convincere i contrari, affinché le lezioni in presenza possano riprendere già a luglio e non vi siano successive interruzioni, nonché per sviluppare il prima possibile l’immunità di gregge. Su una popolazione di più di 59 milioni di persone, a partire dal 3 gennaio 2020 vi sono stati in Sudafrica quasi 2 milioni di contagi confermati e 61mila decessi.

Il Paese sta vivendo un momento delicato dal punto di vista politico e sociale per l’inquietudine provocata dalle condanne inflitte all’ex presidente Jacob Zuma, che aveva ricoperto l’incarico più alto dal 2009 al 2018. Già da diverso tempo al centro di procedimenti giudiziari, Zuma, 79 anni, ha infine ricevuto una condanna a 15 mesi di carcere per non essere comparso nel mese di febbraio di fronte alla commissione che indaga sulla corruzione. Gli inquirenti si sono così rivolti alla Corte costituzionale per ottenerne l’incarcerazione. In precedenza, Zuma era stato oggetto di indagini e processi in particolare nella cosidetta “commissione Zondo” per truffa e corruzione e per traffico di armi, mentre era vice-presidente. Zuma gode però ancora di molta popolarità tra i sudafricani e sta cercando di sfruttarla a suo favore. La giudice Sisi Khampepe è molto critica al riguardo: “I suoi tentativi di suscitare la simpatia del pubblico con affermazioni infondate vanno contro la ragione e sono un insulto all’ordine costituzionale per il quale tante donne e tanti uomini hanno combattuto e perso la vita”. “Se tale comportamento resterà impunito, ciò costituirà un danno significativo allo stato di diritto”. I sostenitori di Zuma, però, sembrano disposti a tutto. La MKMVA, l’associazione dei soldati veterani Umkhonto we Sizwe, ha tenuto una conferenza stampa proprio all’ingresso della casa di Zuma nella sua città natale di Nkandla, in cui il portavoce ha detto che i militanti intendono formare uno scudo umano per proteggere l’ex presidente e che sono pronti a dare la vita per lui. “Se il presidente Zuma continuerà ad essere perseguitato, se alla fine sarà condannato al carcere, il nostro Paese andrà in pezzi”. Tra gli abitanti di Nkandla si parla addirittura di guerra civile. Per il momento la situazione è comunque sotto controllo. Le Forze armate sudafricane (SANDF) hanno fatto sapere che sono infondate le voci secondo cui stanno per essere inviati soldati per contrastare i sostenitori di Zuma. La Suid-Afrikaanse Nasionale Weermag ha chiesto ai cittadini di non farsi ingannare dalle notizie fatte appositamete girare per seminare panico e confusione.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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