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In India ora italiani ed europei rischiano la vita

Europei, e ancora di più gli italiani, sono ormai vissuti come veri e propri untori provocando una paura non controllata in India. Il timore è che tale paura possa tramutarsi in una ‘caccia allo straniero’, mettendo a rischio l’incolumità di quelli che vivono o lavorano nel Paese.

“Dobbiamo stare attenti”, raccontano alcuni ad Ansa visto che “tra gli indiani, soprattutto i meno istruiti, si é diffusa la convinzione che il virus che ha sconvolto la vita quotidiana con la proclamazione del lockdown totale, la chiusura di tutte le frontiere interne ed esterne, sia stato portato da noi. In particolare dagli italiani”.

Nonostante il virus fosse già presente in India da tempo l’esplosione del contagio per molti indiani è da imputare ad un turista italiano, morto qualche giorno fa, che si è sentito male e, dopo essere stato ricoverato in un ospedale di Jaipur, è risultato positivo al Coronavirus.

I turisti che viaggiavano in India si sono visti rifiutare via via l’accesso agli alberghi, già prenotati, o è stata imposta loro una quarantena obbligatoria. Un gruppo di turisti tedeschi ha trascorso alcune notti sul bus, prima di rientrare nella capitale e ripartire precipitosamente con uno degli ultimi voli, prima delle chiusura dei cieli dopo minacce più o meno velate. Stesso trattamento per dei turistici britannici arrivati in un resort di Goa.

Alcuni media arrivavano a definire il Covid-19 “il virus italiano”, alcuni parlamentari del Bjp hanno chiesto che Rahul Gandhi, rientrato da un viaggio in Europa a fine febbraio, venisse sottoposto al test del Covid-19, e altri, in parlamento, hanno domandato a gran voce che persino Sonia Gandhi.

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