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In Ecuador è iniziata la campagna presidenziale

Si avvicina la data delle elezioni presidenziali in Ecuador: il 7 febbraio sedici candidati si sfideranno per la successione a Lenín Moreno, che non si ripresenterà. Moreno non avrebbe infatti alcuna chance di vittoria: il presidente aveva toccato il fondo della sua popolarità (7,72%) nel febbraio scorso, a seguito delle proteste del 2019 e della perdita del sostegno parlamentare. E nemmeno il fratello dell’attuale presidente potrà concorrere: il Tribunale elettorale (TCE) infatti non ha approvato la partecipazione di Gary Moreno, sostenuto dal partito Liberta es Pueblo, che ha non rispettato i requisiti richiesti per la candidatura. Resterà fuori dai giochi anche il politico e imprenditore Álvaro Noboa del movimento Justicia Social; sarebbe stata la sesta volta in cui avrebbe tentato l’ingresso al Palazzo di Carondelet, che è la sede del governo e residenza ufficiale del Presidente della Repubblica. Noboa, figlio del fondatore della maggiore compagnia esportatrice di banane del Paese e attivo in molti altri business, è anche molto contestato per le inchieste di evasione fiscale e altre accuse di sfruttamento del lavoro minorile. I punti caldi della campagna elettorale riguardano anzitutto l’economia nazionale, prostrata dagli effetti del coronavirus, ma a cui sembra arriverà ossigeno dal Fondo Monetario Internazionale, che in autunno ha approvato un piano da 6,5 milioni di dollari in 27 mesi. Gli ecuadoregni inoltre chiedono ai candidati risposte sulla criminalità, sulla depenalizzazione dell’aborto e anche sull’eliminazione delle prove di ingresso all’università. Il 7 febbraio gli abitanti di Cuenca (terza città dell’Ecuador per popolazione) si pronunceranno anche su un quesito di carattere locale: proibire o meno lo sfruttamento minerario in cinque aree di ricarica idrica della provincia.

Intanto il governo deve affrontare altri problemi, prima della prossima tornata elettorale. È stata infatti dichiarato anticostituzionale il Decreto esecutivo emanato dal presidente Moreno sullo stato di eccezionalità su tutto il territorio nazionale, dovuto all’emergenza da Covid-19. I cittadini potranno quindi tornare a muoversi liberamente fra le città del Paese con qualunque veicolo, tranne che nella capitale Quito. Resta in vigore il telelavoro fino al 18 gennaio e anche la scuola procede in modalità di didattica a distanza. Il Presidente ha invitato i cittadini a mantenere la distanza, evitare assembramenti, indossare sempre la mascherina e a lavarsi le mani. I dati ufficiali dell’OMS hanno registrato 215mila contagi e 14mila decessi nel giro di 12 mesi, su una popolazione di 17 milioni di persone. Nella terza settimana di gennaio il Comité de Operaciones de Emergencia (COE) valuterà l’effettivo impatto delle festività sull’andamento del virus. L’emergencia sanitaria per il momento è prevista fino al 12 marzo. Ma anche in Ecuador il governo colpevolizza i cittadini: il ministro della Sanità Juan Carlos Zevallos ha dichiarato che gli assembramenti hanno provocato un aumento elevato delle richieste di ospedalizzazione. 

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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