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In Africa gli Usa stanno perdendo contro Cina e Russia

Vi sono seri ostacoli alla realizzazione concreta della strategia africana degli Stati Uniti.

La gara delle grandi potenze sta arrivando anche in Africa. Per vincere, gli Stati Uniti dovranno pensare in modo regionale”, dice il titolo di un articolo della rivista Foreign Affairs. Gli autori del pezzo sono Marcus Hicks, maggior generale (ora in pensione) già Comandante delle operazioni speciali degli USA in Africa, Kyle Atwell, dottore in filosofia, e Dan Collini, collaboratore del Comitato dei capi  di Stato maggiore USA. Tutti e tre sono preoccupati dall’indebolimento delle posizioni americane nel Continente Nero, confermando che laggiù a vincere sono Cina e Russia. L’America deve elaborare in fretta una nuova strategia africana onnicomprensiva, dicono gli analisti americani. “Essendo noi militari sia in servizio attivo che ritirati, uno dei quali ha detenuto il Comando delle operazioni speciali USA in Africa dal 2017 al 2019, crediamo che gli Stati Uniti debbano presentarsi in qualità di partner preferenziale per i Paesi africani in un’epoca di competizione sempre più aspra tra le grandi potenze. L’incapacità di fare qualcosa del genere mette in pericolo gli interessi americani nel continente e forse persino la stessa sicurezza degli USA al loro interno”, dice l’articolo.

Vi è effettivamente un fondamento per ritenere che gli USA stiano perdendo la “battaglia per l’Africa”. Già da tempo, il principale partner commerciale del Continente Nero è la Cina. Se nel 1999 il giro d’affari tra la Repubblica Popolare Cinese e i Paesi africani ammontava a 6 miliardi di dollari, nel 2009 questa cifra ha raggiunto i 100 miliardi, mentre nel 2018 è arrivata a 204 miliardi. In media, lo scambio tra Cina e Africa è aumentato di quasi il 20% all’anno, mentre gli investimenti diretti sono cresciuti del 40%. L’agenzia di consulenza di investimento McKinsey è persino del parere che tali numeri siano sottostimati di circa il 15%. Secondo i dati di McKinsey, nella sola Costa d’Avorio per 30 imprese cinesi ufficialmente attive ve ne sono in realtà più di 270, e in Nigeria invece che 317, sono 920. Il totale delle società cinesi in Africa alla fine del 2017 superava le 10mila unità e continuava a crescere. Tra l’altro, la schiacciante maggioranza delle imprese cinesi nel Continente Nero porta utili sia all’economia locale che alla Cina stessa. In Africa i cinesi sono presenti nelle infrastrutture, nell’estrazione dei minerali utili, nell’agricoltura e nei servizi. Nell’edilizia, la quota delle società cinesi raggiunge il 50% del volume complessivo di tutti i contratti di costruzione siglati dagli Stati africani con quelli stranieri. “La Cina sta soppiantando dai mercati di Africa e Asia persino i produttori di materiali ad alta tecnologia dei Paesi avanzati“, scrive Forbes. L’obiettivo strategico della Cina è l’integrazione del continente africano nel progetto della “Nuova via della seta” (“One belt, one road”). Per difendere i suoi progetti, la Cina ha stretto accordi per la costituzione di un punto di appoggio sulla costa africana: a Gibuti si sta costruendo una base militare cinese.

Sta crescendo anche l’influenza russa. “Negli ultimi anni, la Russia ha sensibilmente allargato la propria presenza in Africa, avendo siglato a partire dal 2014 degli accordi di carattere militare con almeno 19 Paesi e diventando il principale fornitore di armamenti sul continente”, nota il Foreign Affairs. “Appena pochi giorni dopo che gli USA avevano annunciato il piano di ritiro delle loro truppe dalla Somalia nel dicembre 2020, la Russia ha dichiarato di aver raggiunto un accordo per la creazione di nuova base navale militare a Porto Sudan. Le sue aziende militari private… ora operano su tutto il continente, dalla Libia alla Repubblica Centrafricana e al Mozambico”. Non molti giorni fa a Porto Sudan, dove sulla base dell’accordo intergovernativo viene creato un punto di rifornimento per la Marina militare russa, per la prima volta è venuta in visita la fregata “Ammiraglio Grigorovič”. Come sostenuto dai mass media occidentali, il rafforzamento in questa regione delle posizioni della Russia dà a quest’ultima la possibilità di estendere il suo controllo sul Mar Rosso e sul Canale di Suez.

La cooperazione della Federazione Russa con gli Stati del Continente Nero non si limita all’ambito militare. Nel 2019 la Russia ha svolto a Sochi il primo summit “Russia-Africa” della storia, che ha riunito circa 10mila rappresentanti di più di 50 Paesi africani e nel quale sono state discusse le questioni relative allo sviluppo della collaborazione nella sfera economica. Nel suo intervento al summit russo-africano, Vladimir Putin ha detto: http://www.kremlin.ru/events/president/news/61893 “La nostra cooperazione, che ha le sue radici nel periodo della lotta condivisa contro il colonialismo, detiene carattere strategico e di lungo periodo. Vi sono certamente delle significative opportunità per l’interazione russo-africana nelle più svariate direzioni”. Nel periodo 2010-2018, il giro d’affari della Russia coi Paesi africani è raddoppiato, superando i 20 miliardi di dollari. La Russia offre ai partner africani un ampio spettro, come la fornitura di apparecchiature a una raffineria di petrolio marocchina, la costituzione in Angola di un complesso congiunto per la produzione di ammoniaca e carbammide del valore di 1,2 miliardi di dollari, la posa di un oleodotto nella Repubblica del Congo, il sostegno allo sviluppo delle ferrovie locali in Angola, la costruzione di un Centro di studi e tecnologie nucleari in Ruanda etc.

L’influenza degli USA in Africa, invece, sta effettivamente crollando. Come dicono gli esperti americani, gli Stati Uniti hanno commesso il primo errore quando hanno tagliato gli acquisti di greggio africano, facendo assegnamento sulla speranza di trovare sul loro stesso territorio giacimenti di scisto. Il secondo sbaglio è stato quando hanno iniziato a ritirare le loro truppe da alcune regioni. In conclusione, nel periodo 2008-2019 gli scambi commerciali degli USA coi Paesi africani sono scesi da 104 miliardi di dollari a 39. A frenare lo sviluppo delle relazioni tra USA e Africa vi è anche il ricordo della tratta degli schiava effettuata dagli americani, che prendevano schiavi neri da portare nelle loro piantagioni. Sul percorso verso una nuova strategia africana onnicomprensiva giacciono quindi degli ostacoli piuttosto seri.

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