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Il racconto di una suora in Tigray “Corpi mangiati da iene, bambine e anziane stuprate”. Intanto i Governi etiope e eritreo tentano di ‘silenziare i crimini’

The Guardian ha raccolto la drammatica testimonianza di una suora impegnata in una missione nella zona etiope del Tigray, da tempo dilaniata dal conflitto tra le forze governative del primo ministro Abiy Ahmed ed i ribelli del Fronte popolare di liberazione tigrino (Tplf).

Secondo la ricostruzione della donna ”ai morti viene negata la dignità della sepoltura, con i corpi lasciati in pasto alle iene”. E sarebbero una prassi gli stupri ”che non risparmiano neanche bambine di otto anni o donne anziane, sono all’ordine del giorno, avvengono ovunque, in pubblico, davanti ai familiari, e viene da chiedersi se le persone che fanno questo siano umane”. A compiere queste gesti sarebbero le forze etiopi ed eritree nella regione già più volte denunciate a livello internazionale.

La missionaria lavora prevalentemente in centri per sfollati interni (Idp) e nei centri comunitari nella capitale tigrina, Makallé, e nelle zone circostanti. ”Rispetto ad altri posti, qui la situazione è decisamente migliore, anche se la considero caotica, con fino a 65 persone che dormono in una stanza. Per circa 6mila persone, sono a disposizione solo 8 bagni, 4 per gli uomini e 4 per le donne. Le condizioni igieniche sono terribili, l’acqua non è sempre disponibile, e cibo e medicine sono difficili da trovare”, denuncia. Negli ultimi 3 mesi la suora racconta come si stia tentando di nutrire oltre 25 mila sfollati interni in 23 centri, alcuni a 80 chilometri da Makallé’. E ”circa 100 continuano ad arrivare ogni giorno dalle parti più colpite della
regione, con molti di loro che sono stati violentati
”.

Secondo la ricostruzione del GuardianOvunque ci sono truppe etiopi ed eritree. Le loro azioni sono intenzionali, deliberate. Ci sono almeno 70 mila civili sotto attacco. Saccheggi, omicidi, stupri, tutti contro i civili. La regione è stata chiusa, tagliata fuori da tutto il supporto che le persone meritano. Siamo soli, isolati, trascurati, e viene da chiedersi perché il mondo non sia spinto ad agire contro tali brutalità”.

Intanto arriva la denuncia di Laetitia Bader, responsabile per il Corno d’Africa di Human Rights Watch. “La Procura generale dell’Etiopia non sta dando atto di volersi assumere la piena responsabilità” circa le violenze che a fine 2020 si sono verificate nella città di Axum, tentando di giustificare “gli abusi, facendo passare il messaggio che questi crimini sono autorizzati“.

Il fatto che sia in atto un tentativo di occultare i massacri avvenuti trova confermo anche in un video rilanciato da Baton of Truth, un canale che si propone di denunciare i crimini nella zona tigrino. In esso il patriarca della Chiesa ortodossa etiope, Abune Mathias denuncia come “Soldati stanno deliberatamente massacrando civili nella regione del Tigray, di città in città, di villaggio in villaggio. Massacrano dicendo: ‘Non dormiremo finche’ la gente del Tigray non scomparirà dalla faccia della terra. Ma le mie denunce vengono censurate sui mass media. Non mi è concesso parlare: tutte le azioni che ho cercato di intraprendere sono state impedite”.

Save The Children ha stilato una drammatica statistica. A sei mesi dall’inizio dei combattimenti migliaia di bambini e adolescenti risultano separati dalle loro famiglie e molti vivono in condizioni pericolose e terribili in campi informali. Almeno 917 minori non accompagnati e 4.056 separati sono stati registrati dalle Nazioni Unite. Molti di loro non hanno adulti di riferimento e sono a rischio di abbandono e abusi sessuali e fisici. Alcuni di questi bambini e adolescenti si sono separati dai loro genitori mentre fuggivano per salvarsi la vita durante il conflitto. Altri hanno perso i genitori a causa della violenza. Alcuni di questi minori non sono attualmente in una situazione protetta e sicura. Molti vivono in stanze dove dormono più di 50 persone, che li espongono a ulteriori rischi, inclusa la violenza fisica e sessuale. Da quando è iniziato il conflitto, la violenza sessuale contro ragazze e donne, anche incinte e anziane, è aumentata a un ritmo allarmante. Negli ultimi due mesi, più di 950 ragazze e donne hanno riferito di essere state violentate. Tuttavia è probabile che questa cifra sia molto più alta. Le donne che hanno parlato con l’unità sanitaria di emergenza di Save the Children dicono che molte sopravvissute sono troppo spaventate per denunciare l’aggressione sessuale o per cercare cure, a causa dello stigma e della paura di rappresaglie.

Intanto anche la Cnn conferma come le truppe eritree stiano operando nella totale impunità nella regione etiopica. In un nuovo reportage pubblicato più di un mese dopo dall’impegno preso dinanzi alla comunità internazionale dal primo ministro etiope, e Nobel per la Pace, Ahmed, per il completo ritiro delle forze eritree dal paese. Nonostante le pressioni dell’amministrazione Biden, la Cnn avverte che non vi è alcun segno che le truppe eritree pianifichino di uscire a breve dalla regione di confine. Durante il viaggio di sette ore, il team, accompagnato da un convoglio di aiuti umanitari, ha visto soldati eritrei, alcuni dei quali camuffati con vecchie uniformi militari etiopi, che presidiavano posti di blocco, ostruendo e occupando vie di soccorso cruciali e che, in uno dei pochi ospedali operativi della regione, minacciavano il personale medico. Il governo dell’Etiopia ha severamente limitato l’accesso ai media fino a poco tempo fa, e un blackout delle comunicazioni imposto dallo stato ha a lungo tenuto nascosto quanto sta accadendo nella regione, rendendo difficile valutare l’entità della crisi o verificare i resoconti dei sopravvissuti. 

Sono in fuga anche decine di caschi blu delle Nazioni Unite di nazionalità etiope appartenenti alla comunità tigrina avrebbero fatto richiesta di asilo politico in Sudan al termine della missione di ‘peacekeeping‘ nel Darfur di cui facevano parte, a dicembre, per paura di essere detenuti al loro ritorno in patria. 

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