I più letti

Categorie

  • Nessuna categoria

Il giovedì nero per l’occupazione mondiale

Quello che ci siamo appena lasciato alle spalle potrà essere ricordato come il giovedì nero della disoccupazione. Nel giro di poche ore abbiamo registrato una drammatica raffica di dati e previsioni sulla disoccupazione, provenienti da vari Paesi del mondo. Partiamo dall’Italia. L’Istat, che ha registrato un calo dei consumi del 4,1 per cento nell’anno, prevede almeno 385 mila disoccupati in più a livello nazionale. Secondo Anpal le stime Istat sarebbero ottimistiche visto che ha calcolato un crollo di oltre 500mila unità entro la fine del 2020. Carlo Bonomi, neopresidente di Confindustria parla addirittura di un milione di posti di lavoro in meno senza riforme. Ad influire su questa ipotesi non solo l’indice di fiducia dei consumatori che é arrivato a 94,3 punti, il valore più basso da dicembre 2013, ma anche l’indice di fiducia degli operatori economici che sempre in questo mese si attesta sul valore più basso dal marzo 2005 a oggi (a 51,1 punti).

Se in Italia si respira un’aria pesantissima, anche in Francia la situazione è disastrosa. Secondo il Pole emploi, l’ufficio di collocamento nazionale, il tasso di disoccupazione è schizzato all’insù del 22,6 per cento, con 843 mila persone in più alla ricerca di un lavoro rispetto al mese precedente. Si tratta del dato peggiore dal 1996, anno in cui é stato peraltro creato l’indicatore. Anche in Ungheria si registra un aumento dei senza lavoro, seppure più contenuta: 11.700 in più rispetto al 2019. In Portogallo è cresciuto del 52% il numero dei giovani che si è trovato costretto a richieste l’indennità di occupazione. Circa 200 mila giovani portoghesi hanno ricevuto il sussidio per aver perso il proprio posto di lavoro ad aprile, un aumento del 17 per cento su base annua e del 14 per cento rispetto a marzo 2020. Fra le persone di età compresa fra i 25 e i 34 anni si tratta di un incremento del 33 per cento, mentre fra quelli dai 35 ai 44 anni sarebbe il 20,4 per cento in più. Alla fine dello scorso mese, in Portogallo sono stati registrati 48.500 nuovi disoccupati.

Guardando al complesso dell’Europa, attendendo che arrivino i dati ufficiali come quelli appena raccontati, è sufficiente analizzare il sondaggio realizzato da Kantar e commissionato dal Parlamento Europeo per comprendere la gravità della situazione nel Continente. Sei europei su dieci (58 per cento) intervistati in un sondaggio commissionato dal Parlamento Ue hanno dichiarato di essere in difficoltà finanziarie dall’inizio della pandemia di Coronavirus. Tra i problemi principali che hanno sottolineato i quasi 22mila intervistati figurano la perdita di reddito (30 per cento), la disoccupazione totale o parziale (23 per cento), utilizzo di risparmi personali prima del previsto (21 per cento), difficoltà a pagare l’affitto, le bollette o i prestiti bancari (14 per cento), nonché difficoltà ad avere pasti adeguati e di buona qualità (9 per cento). Un intervistato su dieci ha dichiarato di dover chiedere aiuto finanziario a famiglia o amici, mentre il 3 per cento degli intervistati ha dovuto affrontare un fallimento. I cittadini più fragili sono risultati gli ungheresi, i bulgari, i greci, gli italiani e gli spagnoli.

Negli Stati Uniti la crisi è a livello record. Oltre 40 milioni di americani, circa un lavoratore su quattro, dall’inizio della pandemia ad oggi hanno fatto domanda per avere i sussidi di disoccupazione. Solo nell’ultima settimana la domanda di sostegni al reddito sono cresciuti di 2,1 milioni.

Situazione grave anche per il Brasile dove l’Istituto brasiliano di geografia e statistica (Ibge) ha certificato come la disoccupazione è salita al 12,6 per cento nel primo trimestre dell’anno, rispetto all’11,2 per cento registrato nell’ultimo trimestre del 2019. Da febbraio ad aprile la popolazione senza una occupazione è stata di 12,8 milioni di persone, con un incremento di 898 mila persone rispetto al trimestre precedente. 

Ieri era stata la Federazione Russa a comunicare il grado di sofferenza dei propri lavoratori costretti al lockdown prolungato. Non ci sono ancora dati precisi sulla disoccupazione anche perché come spiegato dal ministro del Lavoro Kotjakov il picco della disoccupazione si riscontrerà nel terzo trimestre dell’anno a causa di fattori di inerzia nel mercato del lavoro. Che i dati siano allarmanti però si comprende dall’annuncio del presidente Vladimir Putin di estendere di altri tre mesi i pagamenti dei sussidi di disoccupazione per chi ha perso il lavoro in queste settimane. Il capo dello Stato ha poi annunciato di aver esteso il versamento del sussidi anche agli imprenditori che hanno perso il lavoro dopo il primo marzo, stabilendo il volume dell’indennità a 12.130 rubli (minimo di sussistenza).

Situazione altrettanto preoccupante è registrata in India dove la disoccupazione è salita oltre al 20%, le entrate del governo centrale si stanno contraendo del 18 per cento circa nell’anno fiscale 2020-21 e il PIL crollerà del 5% secondo le stime di Fitch.

Condividi questo post

Nato a Torino il 9 ottobre 1977. Giornalista dal 1998. E' direttore responsabile della rivista online di geopolitica Strumentipolitici.it. Lavora presso il Consiglio regionale del Piemonte. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratore presso il settimanale locale il Canavese. E' stato direttore responsabile della rivista "Casa e Dintorni", responsabile degli Uffici Stampa della Federazione Medici Pediatri del Piemonte, dell'assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Piemonte. Ha lavorato come corrispondente e opinionista per La Voce della Russia, Sputnik Italia e Inforos

    Leave Your Comment

    Your email address will not be published.*

    Forgot Password