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Il COVID-19 frena le rimesse dall’estero ma non le elezioni in Tagikistan

A partire dal mese di maggio, il Tagikistan ha avuto circa 8mila contagi e meno di 70 decessi, su una popolazione di 9 milioni di abitanti. Nonostante questi dati molto incoraggianti, il Paese non è esente dai contraccolpi della pandemia sulle finanze statali, perciò il ministro dello Sviluppo economico e del Commercio Zavqqi Zavqizoda ha chiesto all’inviato delle Nazioni Unite di aumentare il loro supporto nell’implementazione delle priorità e degli obiettivi strategici del governo. L’aiuto dell’ONU si concretizzerà in un programma da 61 milioni di dollari destinati а cinque aree-chiave: sanità, protezione delle persone, misure macroeconomiche, ricostruzione dell’economia e dei mezzi di sussistenza, solidarietà sociale. Uno degli effetti più pesanti del coronavirus sull’economia tagika è stata la diminuzione delle rimesse dall’estero: il 15% in meno nel primo semestre del 2020. Per capire l’importanza di questo parametro, si consideri che un terzo del PIL è costituito dai soldi inviati dai numerosi tagiki emigrati per lavoro, soprattutto in Russia, e che mantengono le famiglie rimaste in patria.

Intanto, le elezioni presidenziali in Tajikistan si terranno l’11 ottobre, come deciso dal Parlamento a Camere riunite. La data fissata per le elezioni era in origine a novembre, ma è stata anticipata, al contrario di altri Paesi in cui la pandemia ha fatto rimandare gli appuntamenti elettorali. Dei sette partiti politici del Paese, quattro hanno già registrato i loro candidati: il Partito Agrario, il Partito Socialista, il Partito delle Riforme economiche e il Partito Democratico, quest’ultimo da non confondersi col Partito Democratico Popolare a cui appartiene Emomali Rahmon, presidente del Tagikistan dal 1994. Considerato l’alto numero di tagiki residenti all’estero, la Commissione elettorale ha predisposto 39 seggi presso i consolati e le ambasciate tagike in 29 Paesi del mondo. Inoltre sta valutando i modi di ricezione degli osservatori internazionali: il presidente Rahmon è infatti stato più volte criticato per la mancanza di trasparenza nel processo elettorale e per il mancato rispetto della società civile, della libertà di religione e del pluralismo politico.  Recentemente, due rappresentanti dell’OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) sono stati rifiutati dopo che l’estensione del loro mandato è stata rigettata dal Tagikistan. Ingibjorg Solrun Gisladottir e Harlem Desir, dopo tre anni di mandato, erano stati rinnovati in carica, ma a bloccarne la rinomina sono state la delegazione tagika insieme a quella turca e azera

La corte della regione di Sughd ha comminato una condanna dai cinque ai sette anni di carcere a 20 individui, colpevoli di appartenere al movimento dei Fratelli Musulmani. In Tagikistan, Paese a stragrande maggioranza musulmana, questa organizzazione è stata dichiarata illegale nel 2006 in quanto accusata di voler rovesciare il governo con la violenza per rimpiazzarlo con uno di stretta osservanza islamica.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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