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Groenlandia, zero decessi: la sfida è tenere il Covid più lontano possibile

Una quindicina di contagi e zero decessi: la Groenlandia vuole restare immune al Covid-19 il più a lungo possibile. Le autorità stanno valutando l’ipotesi di mettere obbligatoriamente in quarantena tutti coloro che sbarcano sull’isola. Superata indenne la stagione del turismo, per quanto limitato, l’aumento dei casi in Europa fa temere un nuovo arrivo del virus che potrebbe essere portato dai groenlandesi di ritorno da viaggi dì lavoro nel Vecchio Continente. Nel frattempo, le autorità hanno invitato i cittadini a evitare viaggi all’estero, se non per motivi strettamente necessari.

La “Coronakrise”, come la chiamano in danese (seconda lingua della Groenlandia, che giuridicamente fa parte del Regno di Danimarca), ha ovviamente colpito il settore dei viaggi sia turistici che commerciali. La compagnia di bandiera, Air Greenland, ha subito perdite ingenti nei primi sei mesi del 2020, tra viaggi cancellati e restituzione dei biglietti già acquistati. Sono stati tagliati 60 posti di lavoro, ma ciò ha consentito un notevole risparmio all’azienda, che è ancora funzionante, pur con la maggior parte della flotta a terra; i piloti che hanno continuato a volare sono quelli che hanno trasportato posta e merci. La compagnia aerea, interamente di proprietà statale, non ha per il momento ricevuto aiuti finanziari dal governo.

Intanto l’Inatsisartut, il Parlamento groenlandese, si è riunito nella sua sessione autunnale. Il Primo ministro Kim Kielsen ha dedicato il suo discorso inaugurale soprattutto alla parte economica della Coronakrise, chiedendo di valutare attentamente ogni spesa che si andrà a effettuare, perché le conseguenze di questa pandemia potrebbero riverberarsi anche sugli anni a venire. Inoltre, se da una parte si procederà a investire di più sull’estrazione e l’esportazione delle materia prime, dall’altra è stata rallentata l’espansione dell’aeroporto di Qaqortoq, che era stata progettata per aiutare l’economia del sud del Paese.

Con il Paese pressocché immune dal Covid, della Groenlandia le maggiori testate internazionali possono parlare solo con riferimento all’emergenza climatica. Uno studio pubblicato su Nature riferisce come nel 2019 vi sia stata la peggiore perdita di strato di ghiaccio degli ultimi 70 anni. Il dato viene inevitabilmente correlato ai cambiamenti climatici, ma un ricercatore della Nasa, il cui sito riporta questi dati, si dice sorpreso dalla variabilità del tasso di scioglimento dei ghiacci che si registra in Groenlandia: dopo due anni “tranquilli”, il 2017 e il 2018, si è avuta un’impennata inattesa l’anno scorso. Vedremo quali saranno i risultati di questo ancor più strano 2020.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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