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Groenlandia: qualche politico ha saltato la fila per farsi vaccinare

La Groenlandia, nazione costitutiva del Regno di Danimarca e in larga parte autonoma rispetto a Copenaghen, è a buon punto nel percorso di “liberazione” dalle misure restrittive anti-pandemia, ma ancora indietro rispetto a quanto appena fatto dai danesi. Sull’isola non si è contato nemmeno un caso di contagio fra il 12 il 13 settembre, mentre in totale se ne sono registrati solo qualche decina nelle ultime settimane. La tendenza estiva era molto buona: al 1° luglio la Groenlandia era stata dichiarata libera dal COVID, ma dopo appena una settimana l’infezione è ricomparsa con l’arrivo per via aerea di persone dal continente. La curva dei contagi era poi nuovamente scesa quasi a zero, ma a inizio settembre ha fatto scalpore il caso dell’istituto scolastico Timmiaaqqat, che ha dovuto chiudere temporaneamente dopo che un impiegato e un bambino erano stati individuati come contagiati;  altri casi erano immediatamente saltati fuori in altre scuole. Tutti i contagiati a casa in quarantena per sette giorni per poi essere nuovamente sottoposti a test. L’autorità sanitaria ha comunque dato l’assenso alla riapertura degli istituti e al ritorno in classe dei negativi. Al momento, la Groenlandia tiene aperti gli ingressi per chi proviene dall’estero con piena vaccinazione o test negativo, ma le misure come il divieto di assembramento e l’obbligo di mascherina restano in vigore fino a fine ottobre in diverse parti del Paese. Secondo i dati ufficiali dell’OMS, dal 3 gennaio 2020 a oggi su una popolazione di 56mila persone vi sono stati meno di 400 casi confermati di contagio e nemmeno un decesso. Circa il 70% della popolazione ha ricevuto una doppia dose di Pfizer o di Moderna.

E intanto sembra che anche qualche politico groenlandese cerchi di approfittare della sua posizione per farsi vaccinare prima degli altri cittadini: è quanto emerso a seguito dello scandalo che ha coinvolto la sindaca del comune di Sermersooq, Charlotte Ludvigsen, e altri tre pubblici ufficiali, rei di avere saltato la fila per il vaccino lo scorso luglio. L’inchiesta ufficiale ha stabilito che i rappresentanti del Kommuneqarfik Sermersooq hanno infranto le buone norme di condotta amministrativa e hanno fatto prevalere i loro interessi privati in maniera impropria. In sostanza, è stato perpetrato un abuso di potere. Il caso è scoppiato dopo appena pochi mesi da una rapporto che mostra come solo il 32% dei groenlandesi abbia poca o nessuna fiducia nei politici e negli amministratori locali, mentre il 60% ritiene che nel 2020 questi ultimi abbiano commesso abusi sempre pù spesso. La relazione è stata pubblicata da Transparency Greenland, un’organizzazione che si occupa di combattere la corruzione e rendere le informazioni chiare e accessibili ai cittadini. Ma proprio la segretaria di Transparency Greenland, Bodil Karlshøj, ha detto che questo scandalo può in realtà migliorare l’immagine della classe politica perché è stato trattato in maniera molto aperta dai mezzi di informazione, mentre la sindaca si è scusata subito per l’accaduto. Da Michael Gøtze, professore di diritto amministrativo dell’Università di Copenhagen, arriva però un commento molto pesante a questa vicenda, che ha etichettato come “clamorosa infrazione” e “grave abuso di potere”.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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