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Gli Stati Uniti dovranno di nuovo condividere il mondo in sfere di influenza con Russia e Cina

Sulla rivista americana “The National Interest” David T. Pyne, ex militare laureato alla Georgetown, afferma che per Washington è necessario riconsiderare la sua politica sulla scena internazionale, se vuole conservare una strategia di sicurezza negli stessi Stati Uniti e nel mondo.

La convinzione degli USA di essere ancora in grado di esercitare un potere egemonico non fa altro che stimolare la cooperazione tra Russia e Cina. Il modello di mondo unipolare è dannoso per gli stessi Stati Uniti: è giunto quindi il momento di abbandonarlo. Al suo posto occorrerà passare ad una concezione di “contenimento strategico”. Con una configurazione simile, nessuna grande potenza potrà dominare nessuna regione presa separatamente, ed è ciò che costringerebbe gli alleati degli americani a prendere su di sé l’onere di garantire la sicurezza nelle proprie zone e a dover contare sulle proprie forze per contrastare le egemonie regionali come quelle di Russia e Cina. Scomparirà così la necessità per gli USA di dislocare le truppe sui fronti avanzati e invece potranno scegliere liberamente a quali conflitti partecipare e quali evitare. Al tempo stesso la diminuzione della presenza militare americana nel globo indebolirebbe l’avvicinamento reciproco tra Federazione Russa e Repubblica Popolare Cinese. L’autore sottolinea poi la necessità di mettere fine a “operazioni senza senso” e di passare invece a occuparsi di modernizzazione tecnologica, perché i principali concorrenti sulla scena mondiale citati sopra sono già andati molto avanti in alcuni ambiti.

Particolare attenzione, inoltre, va alla questione del come dividere le sfere di influenza, richiamandosi agli accordi di Yalta del 1945 che incorporavano un modello di sicurezza globale solido e durevole. Oggi Washington deve però sforzarsi di ottenere condizioni migliori, grazie alle quali includere nella propria sfera di influenza l’intero emisfero ocidentale, l’Europa occidentale, il Giappone, l’Australia e la Nuova Zelanda. Sotto l’influenza russa andrebbero i Paesi dell’ex Unione Sovietica, la Serbia, l’Iran, l’Iraq, la Siria e la Libia. La sfera cinese comprenderebbe la Corea del Nord, Taiwan, il Pakistan, l’Afghanistan e gli Stati “marxisti” del Sud-Est asiatico e dell’Africa. Un accordo del genere aiuterebbe a risolvere le antiche controversie e a ridurre al minimo il rischio di una guerra mondiale: è questa la conclusione a cui arriva David Pyne. La struttura del sistema di rapporti internazionali sorto da Yalta e da Potsdam era stato dettagliamente raccontato sul “The International Affairs” da Lev Klepatsky in un articolo di alcuni anni fa, intitolato “L’attuale sicurezza europea nel contesto della conferenza di Yalta”. Veniva illustrato in particolare quanto segue: Alcuni elementi delle conferenze di Yalta e di Potsdam sono stati smontati dalla storia, soprattutto quelli riguardanti i principi politici ed economici dei rapporti con la Germania. La questione è stata definitivamente chiusa non molto tempo fa, soltanto nel 1990, quando venne risolto il problema della riunificazione di questo Paese e fu ristabilita la sua piena sovranità statale, eliminando i particolari diritti che su di essa avevano le potenze vincitrici della Seconda guerra mondiale. L’accordo del 12 settembre 1990 sulla regolamentazione definitiva nei confronti della Germania è diventato una delle componenti finali per ricucire la spaccatura europea. Inoltre ha creato l’opportunità per una storica riappacificazione tra Russia e Germania: nel periodo intercorso dal momento della firma ad oggi, entrambe le parti hanno effettuato un colossale lavoro di superamento del passato e di sviluppo di rapporti positivi tra i due popoli. E anche se sentiamo ancora oggi le conseguenze dell’aggressione nazifascista, la cooperazione russo-tedesca ha assunto un carattere di enorme valore in diversi ambiti delle relazioni tra la Federazione Russa e la Repubblica Federale di Germania, avendo poi un significato cruciale per l’intero sistema della sicurezza europea: le due parti hanno si sono prese la speciale responsabilità sulla sua condizione e sul consolidamento delle sue fondamenta in tutte le sue dimensioni.

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