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Gli irlandesi rischiano il fallimento mentre il governo prepara il lockdown

Lo spettro della seconda ondata di coronavirus sta preoccupando i politici irlandesi, nonostante i numeri non siano tragici: cifre OMS alla mano, a partire dal 3 gennaio vi sono stati 34mila contagi confermati e 1800 decessi, su una popolazione di poco meno di 5 milioni di abitanti. La “colpa” delle nuove infezioni viene addossata alle feste in famiglia fatte in occasione di comunioni e cresime. Gli irlandesi sono un popolo di antiche tradizioni cattoliche e sentono fortemente le celebrazioni legate ai sacramenti, quindi naturalmente anche il battesimo: gli abitanti di Letterkenny stanno affollando le chiese per sbrigarsi a far battezzare i propri bambini, prima che il governo dichiari il passaggio al “Level 3” delle limitazioni da pandemia. Letterkenny è la più città più popolosa della contea di Donegal, che si trova in Ulster, proprio a ridosso dell’Irlanda del Nord: le autorità hanno già invitato i cittadini a evitare qualunque spostamento non necessario attraverso la frontiera tra Repubblica di Irlanda e Gran Bretagna

Mentre il governo pensa a imporre il prossimo lockdown sulla base di numeri molto discutibili, i cittadini vengono ancora più tartassati dalle tasse: il comune di Cork, la seconda città d’Irlanda per popolazione, ha approvato un aumento del 7,5% delle imposte immobiliari, al fine di ottenere denaro per mantere il livello dei servizi locali. Il provvedimento è stato così criticato da un veterano del consiglio comunale di Cork, Ted Tynan del Partito dei Lavoratori (The Workers’ Party): “Quando colpiamo la gente in questo modo, con sempre maggiori imposte e contributi, non stiamo facendo altro che mettere benzina sul fuoco della povertà”. A livello nazionale, intanto, decine di migliaia di cittadini rischiano persino di arrivare a perdere la casa se il governo non chiederà alle banche di estendere le dilazioni di pagamento dei mutui, messe in atto durante la prima quarantena. Pearse Doherty, membro dello Sinn Fein, uno dei principali partiti irlandesi, avvisa che anche migliaia di attività economiche sono a rischio fallimento se verranno costrette a pagare: la quarantena e il conseguente calo del lavoro ha semplicemente impedito di poter ripianare i debiti con le banche, e oggi la chiusura definitiva incombe su un numero enorme di aziende. Qualcuno, però, continua a coltivare ottimismo e a fare progetti grandiosi: è stato presentato alla contea di Fingal la proposta di un hotel da 459 stanze, da costruirsi nella capitale Dublino, che con i suoi 150 metri diventerebbe l’edificio più alto d’Irlanda. Per il momento, quello più alto si trova anch’esso a Dublino ed è di 79 metri.

Certi traffici, però, proseguono fruttuosi, con o senza Covid-19. La Garda, il corpo di polizia della Repubblica di Irlanda, ha sequestrato quantitativi di droga in due parti diverse dell’isola: ha scoperto nel porto di Dublino un container di frutta che nascondeva 50 chili di cocaina per un valore di 3 milioni di euro, mentre nella contea di Clare ha individuato una casa dove si celavano cocaina e cannabis per 100mila euro.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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