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Giù le mani dal Baobab. Il Kenya deve ribellarsi a chi lo abbatte

Il Baobab è diffuso in molti Paesi Africani come il Mali, lo Zimbabwe, la Repubblica Centrafrican, il Madagascar, il Kenya e la Tanzania, Zanzibar. Eppure sta rischiando l’estinzione per mano dell’uomo. Questo è l’ultimo grido di allarme che arriva dal Kenya e dagli altri stati africani.

Una situazione surreale visto le proprietà di questa pianta considerata per molti “l’albero della vita”. Questo gigante sembra possa raggiungere i 23metri di altezza e 30 metri di diametro. Portentosa la sua capacità di trattenere liquidi: si parla che possa immagazzinare fino a 120,000 litri di acqua per resistere alle dure condizioni di siccità di alcune Regioni. I rami, disposti a raggiera alla sommità dei tronchi, sono del tutto spogli durante la stagione secca. Per chi frequenta l’Africa è un albero facilmente riconoscibile per la chioma che si riempie, per pochi mesi all’anno, di foglie composte palmate e di fiori bianchi appesi a una specie di liana che sfioriscono in 24 ore. I frutti – di color verde e scorza legnosa – ricordano una palla da rugby e la polpa in essi contenuti ha un altissimo contenuto di vitamina C:280/300 mg./100 gr. Una quantità record se si pensa che l’arancia ne contiene solo 60/70 mg.

Un mito assai diffuso in Africa

Intorno a questo meraviglioso albero ci sono molte leggende africane. Una leggenda narra che il Baobab era un albero molto superbo. Pensava di essere il più bello di tutti e si prendeva gioco degli altri alberi. Così gli dei per punirlo lo sradicarono e lo capovolsero condannandolo ad avere i rami al posto delle radici per impedirgli di vantarsi .

Chi come me, ama l’Africa e l’ha percorsa in lungo e in largo, prova un grande amore per il Baobab uno splendido albero millenario che ha vissuto la storia del Kenya e di parte dell’Africa e che pare quasi volercela raccontare. Qualsiasi turista, uomo di affari, studente o viaggiatore quando vede un baobab non può che fermarsi e osservarlo nella sua imponenza, ci si chiede quanti segreti custodisci trai tuoi rami , cosa abbia visto e cosa abbia sentito nella sua lunga vita. Purtroppo non si potrà ovviamente mai sapere. In questo mondo sempre più nichilista dove non si ha rispetto di nulla – non è certamente retorica – parlando con un mio amico che vive in Kenya Freddie del Curatolo, mi informa che è diventa ormai prassi abbattere giornalmente questi alberi che sono un vero e proprio simbolo per questa terra. Freddie mi spiega che tutto questo è inspiegabile visto che il baobab in Kenya è ritenuta una pianta ricca e sacra per l’etnia Mijikenda, una pianta meravigliosa i cui semi producono frutti altamente curativi che sono aspirine vere e proprie e fanno crescere i bambini poveri del villaggio sani e forti nonostante la mancanza di tanti alimenti. E su questo punto posso assicurare che le sue proprietà mediche sono vere visto che nei miei viaggi è servito anche a me mangiare i suoi frutti per rinforzarmi.

Curatolo mi ricorda che è una pianta il cui legno oltretutto non ha utilizzi pratici e che viene chiamata “mzee”, cioè l’anziano del  villaggio, proprio perchè spesso delimita un’area abitativa e racconta la vita di una comunità. Per questo i Mijikenda ritengono che il baobab raccolga in se le anime dei loro antenati. Tutte le leggende, tramandate oralmente, ci ricordano come sia considerato custode della storia e della cultura del Kenya, e che le sue radici antiche siano un simbolo dell’attaccamento di questo popolo alla sua terra, unica vera risorsa della loro vita nel tempo.

Nonostante tutto ciò purtroppo da alcuni anni si sta assistendo ad una vera e propria strage di baobab. Nei primi giorni del mese di novembre è stato abbattuto un baobab millenario che si affacciava sul campo di calcio di Kwachocha. Una vera e propria uccisione visto che secondo le ricostruzioni degli anziani del luogo e la loro  esperienza nel contare le sue ‘rughe’ affermavano che avesse seimila anni. “La sopravvivenza di questo simbolo  della nostra  tradizione e della Natura deve diventare un esempio per tanti altri abusi di questo genere” ci ha spiegato Katoi Wa Tabaka, musicista e operatore culturale. In Kenya si sono già attivati per avere la possibilità di fermare questa mattanza. Considerando che in gran parte dell’Africa non mancano alberi predisposti alla costruzione edilizia e che il Paese può contare su una vasta area geografica costruibile. E’ surreale che si debba intervenire con la deforestazione proprio colpendo una pianta storica e simbolica come il Baobab. Si tratta di un vero e proprio sfregio alla natura peraltro commesso senza alcun guadagno.

Dal Kenya arriva forte un appello alle associazioni ambientalistiche e alle istituzioni di tutto il mondo affinché si dia vita ad un vero e proprio disegno di legge a livello mondiale per mettere sotto tutela questi alberi enigmatici che rischiano l’estinzione. Piante che hanno lottato nella loro vita per sopravvivere al caldo, alla siccità, alle alluvioni e che ora rischiano di essere cancellati dalla storia dell’umanità per mano di noi uomini. Il baobab non “è solo un albero”, bensì rappresenta è la vita, la cultura, l’amore che i Keniani hanno per la loro terra.

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Nata l'11 novembre del 1959, opera come Tecnico Sociale ed è impegnata professionalmente da circa 34 anni proprio nell'ambito del sociale. Da dieci anni visita il Kenya per amore e passione di quella terra.

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