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Giovani Irlanda, tsunami di richieste d’aiuto per disturbi comportamentali a causa del lockdown

All’inizio di febbraio, nella Repubblica d’Irlanda alcune categorie di lavoratori hanno maturato il diritto a ricvere il cosiddetto “Pandemic Unemployment Payment” (PUP), il sussidio di disoccupazione derivata dalla pandemia di Covid-19. A proposito di coronavirus, a 13 mesi dall’inizio del conteggio, si sono avuti in Irlanda 197mila casi confermati di contagio e 3300 decessi, su una popolazione di poco meno di 5 milioni di abitanti. A gennaio sono stati 23mila i cittadini che hanno effettuato la richiesta del PUP, ammontando infine a quasi 480mila i soggetti che hanno diritto a ottenere il sussidio. Il totale che Dublino ha a disposizione per loro è di 144 milioni di euro. Il Dipartimento per la Tutela sociale ha confermato che il livello attuale del PUP rimarrà in vigore almeno fino al 31 marzo. Il PUP viene erogato quattro volte al mese e può arrivare fino a 350 euro a second dello stipendio che il richiedente riceveva prima della pandemia. Le categorie più rappresentate sono quelle dei lavoratori dell’edilizia, seguiti da quelli della ristorazione e della ricezione, infine dai commercianti all’ingrosso e al dettaglio. Vi sono comunque alcune migliaia di cittadini che smetteranno di riceverlo perchè sono stati reinseriti nel mondo del lavoro. Proprio nella capitale vi è il numero più alto di coloro che lo percepiscono (quasi 150mila) e anche di quello che non lo prenderanno più perché tornati in attività (circa 1900). Una speranza di occupazione arriva niente meno che da Microsoft, che dopo avere stabilito in Irlanda il suo Digital Sales Team quattro anni fa, ora sta investendo 27 milioni di euro nella creazione di un nuovo engineering hub a Dublino, con il quale si creeranno 200 nuovi posti di lavoro entro l’estate. Con questa e con altre iniziative del gigante informatico, saliranno a 2800 gli impiegati della multinazionale in Irlanda.

Sfortunamente giovani e bambini sono stati i soggetti che a livello mentale hanno sofferto maggiormente gli effetti del lockdown. Gli specialisti di psichiatria descrivono questo fenomeno come uno “tsunami” che continua a gonfiarsi e sollevarsi, una tempesta di richieste di aiuto che stanno pervenendo sempre più numerose dopo la fine della prima quarantena l’estate scorsa. Alcuni specialisti temono che questo sia soltanto l’inizio di una catastrofe, anche se a livello scientifico non è ancora stato stabilito se sia un effetto del primo lockdown o invece il deteriorarsi di una condizione già esistente o persino l’insorgere di una nuova malattia mentale. I disturbi comportamentali sono legati ai cambiamenti nella routine quotidiana, passando dal trauma dell’impossibilità di andare a scuola fino a veri e propri abusi domestici. Gli operatori del CAMHS, il Servizio nazionale per la salute mentale di bambini e adolescenti, parlano di un aumento costante dei casi di bambini con disordini alimentari e addirittura tendenze suicide e autolesionistiche. A soffrirne di più sono bambine e ragazze, in numero maggiore rispetto ai maschi. Fiona McNicholas, docente dell’Università di Medicina di Dublino, fa notare che ci sono tutti i presupposti pure per l’esaurimento mentale degli operatori stessi del CAMHS, organo perennemente sotto organico e a corto di fondi. Così, a rischio non sono solamente i ragazzi che si rivolgono a loro per avere aiuto, ma i dottori stessi, oberati di lavoro e privi di un sostegno adeguato.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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