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Germania, fino a 50mila euro al mese per le piccole e medie imprese e partite Iva

Mentre in Italia continuiamo a leggere le sconfortanti segnalazioni che arrivano da gli imprenditori abbandonati a sé stessi, i quali non hanno ancora ottenuto l’iniezione di liquidità più volte garantita dal governo Conte, in Germania il Governo Federale sta ampliando il raggio d’azione delle misure a sostegno del proprio tessuto produttivo. Peter Altmaier, ministro degli Affari Economici di Berlino, ha annunciato una nuova “misura ponte” concentrata sulle piccole e medie imprese e i liberi professionisti sotto i 250 dipendenti, che prevede fondi fino a 50mila euro al mese, da giugno fino a dicembre. L’unico requisito richiesto è che le società o le partite IVA abbiano registrato un calo del fatturato del 60% in aprile e maggio, rispetto ai mesi corrispondenti del 2019. Il finanziamento potrà essere utilizzato per coprire i costi fissi, incluso il costo del personale. I salari imprenditoriali dovrebbero invece essere esclusi, ma saranno comunque compensati con altri sostegni “anti-Covid-19” già attivati (ad oggi risultano 12,3 miliardi di euro stanziati a questo scopo) o di prossima attivazione da parte del Governo Fentrale. Ad oggi, con questo intervento la Germania avrà movimentato aiuti statali per un valore pari a 1,2mila miliardi di euro: si tratta del programma di sostegni all’economia più ambizioso e coraggioso al mondo.

L’intervento di Altmaier, secondo quanto si apprende dal quotidiano di economia e finanza Handelsblatt, sarà lanciato nei prossimi giorni, prima del pacchetto di stimolo economico che si prevede entri in vigore a metà giugno e che assicura coperture per circa 25 miliardi di euro. Sulla velocità di erogazione ci sono assolute garanzie, visto che nelle scorse settimane il Governo Federale aveva già approvato la concessione, mediante l’istituto bancario KfW (all’80% di proprietà statale), di ben 44mila domande di finanziamento a tasso agevolato, che arrivavano da imprese con più di 10 dipendenti, e che ha liquidato già 23,2 miliardi sui 42,3 richiesti.

Questi aiuti sostanziosi, se da un lato hanno incontrato il favore dell’Associazione federale delle professioni liberali, dall’altro stanno generando le proteste delle associazioni datoriali che lamentano trattamenti troppo differenti tra le medie aziende e le restanti. Il Governo Federale, infatti, aveva creato un “Fondo di stabilizzazione economica” da 600 miliardi di euro, ma dedicato solo alle grandi aziende, quelle con 250 o più dipendenti, prevedendo di poter arrivare anche alla nazionalizzazione delle stesse onde evitare che cadano in mani straniere. Il piano del dal ministro Altmaier in questo momento cerca appunto di colmare il divario denunciato, anche se le voci polemiche si levano lo stesso. Albrecht von Der Hagen,amministratore delegato dell’Associazione degli imprenditori famigliari, ha fatto notare come il prerequisito del 60% sia troppo netto, specialmente se calcolato soltanto sugli ultimi due mesi di fatturato. 

Foto – Il futuro di Lufthansa potrebbe essere per un 20% in mano al Governo Federale

Dunque, si vede come in Germania siano scoppiate discussioni su cifre che le aziende italiane possono soltanto sognare. Ma i tedeschi vogliono cercare di salvare e mantenere sani anche altri settori strategici. Sta infatti prendendo sempre più piede l’idea di un’acquisizione del 20-25% dell’azionariato Lufthansa da parte del Governo Federale: una scelta resa necessaria dal crollo drastico del numero di voli aerei, generato dalla quarantena imposta praticamente in ogni Paese del mondo. L’Organismo di Vigilanza sta vagliando la proposta governativa, che dovrà poi ricevere il via libera anche dagli azionisti e dalla Commissione Europea. Tuttavia, i vertici del Gruppo confermano di essere già a un livello di “colloqui avanzati”. Certo è che i dubbi sono ancora molti, perché le norme federali non prevedono pagamenti ai top manager, così come bisognerà studiare il modo di rifondere gli azionisti della riduzione del valore delle loro quote, con l’entrata della Golden Share statale, e quanto durerà l’entrata nel capitale da parte dello Stato stesso. Intanto, l’indice di fiducia delle aziende tedesche inizia a dare qualche segnale di ripresa. Secondo Fritzi Köhler-Geib, economista e dirigente del gruppo KfW, le aziende hanno apprezzato l’allentamento che è iniziato con un sospiro di sollievo! Ma c’è ancora molta strada da fare.

L’umore si è inoltre alleggerito anche tra gli esperti dei mercati finanziari. Gli analisti di borsa intravedono “la luce alla fine di un tunnel molto lungo”, secondo uno studio rivelato dall’Istituto ZEW di Mannheim sulla base del suo indice mensile. Gli esperti finanziari interpellati nel sondaggio descrivono il presente “nero come l’inferno”, ma vedono un futuro più luminoso. E c’è da dire che le aspettative dei professionisti di borsa sono in linea con un’altra ricerca, effettuata dall’IFO (Institute for Economic Research), che ha intervistato le società dell’economia reale.

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Nato a Torino il 9 ottobre 1977. Giornalista dal 1998. E' direttore responsabile della rivista online di geopolitica Strumentipolitici.it. Lavora presso il Consiglio regionale del Piemonte. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratore presso il settimanale locale il Canavese. E' stato direttore responsabile della rivista "Casa e Dintorni", responsabile degli Uffici Stampa della Federazione Medici Pediatri del Piemonte, dell'assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Piemonte. Ha lavorato come corrispondente e opinionista per La Voce della Russia, Sputnik Italia e Inforos

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