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Francia, 59 giorni di sciopero. Inizia l’emergenza rifiuti

E’ scoccato il 59esimo giorno di sciopero in Francia, contro la riforma delle pensioni proposta dal Governo Macron. Ormai è veramente emergenza rifiuti e riscaldamento anche alle porte di Parigi a causa dello stop principali impianti di smaltimento che sono stati fermati per l’adesione degli operatori alle contestazioni. Lo sciopero indetto dal sindacato Cgt Energia, con il blocco degli impianti di Issy les Moulineaux, Ivry sur Seine e Seine Saint Denis ha infatti portato a dover seppellire l’85% dei rifiuti, invece del 6% usuale quando tutto funziona a pieno regime. Si tratta di una tragedia ambientale

Alle prefetture delle territorio é stata chiesta la disponibilità forzata dei dipendenti per poter rimettere in servizio le infrastrutture. A causa del blocco degli inceneritori, i forni non producono più il vapore che abitualmente fornisce il 47% di energia alla Società parigina di riscaldamento urbano. Così in pieno inverno gli impianti di riscaldamento di 300 mila strutture pubbliche della regione Ile de France, tra cui ospedali e ministeri, rischiano di fermarsi. Finora per riscaldare quei edifici sono state utilizzate energie fossili, ma la proroga dello sciopero degli impianti fino al 3 febbraio minaccia di far crollare sotto i rifiuti decine di città e migliaia di persone rimarranno senza riscaldamento. La Cgt Trasporti annuncia anche la probabile adesione degli spazzini allo sciopero, fermando anche la raccolta dei rifiuti.

Vive disservizi uguali Marsiglia, dove i cassonetti ormai tracimano spazzatura; la polizia é intervenuta all’impianto di Fossur Mer per rimuovere i posti di blocco dei manifestanti. I media francesi riferiscono, inoltre, di attacchi a sedi del sindacato Cfd favorevole al regime pensionistico universale a punti proposto dal governo – nelle citta’ di Nizza, Saint Lo e Tours. I danni materiali sono stati attribuiti a gruppi di gilet gialli e esponenti dei sindacati contrari alla riforma, tra cui la Cgt, contro i quali la direzione della Cfdt ha sporto denuncia.

Dopo i trasporti, ora le proteste si stanno spostando verso altri settori come gestione dei rifiuti, energia, poste, università, avvocati. E a dare a battaglia al progetto di governo è un fronte sempre più ampio di deputati delle principali forze di sinistra, che per metà febbraio intendono presentare una mozione di sfiducia, proprio nei giorni in cui il testo della riforma arriverà in Parlamento. “

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Nato a Torino il 9 ottobre 1977. Giornalista dal 1998. E' direttore responsabile della rivista online di geopolitica Strumentipolitici.it. Lavora presso il Consiglio regionale del Piemonte. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratore presso il settimanale locale il Canavese. E' stato direttore responsabile della rivista "Casa e Dintorni", responsabile degli Uffici Stampa della Federazione Medici Pediatri del Piemonte, dell'assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Piemonte. Ha lavorato come corrispondente e opinionista per La Voce della Russia, Sputnik Italia e Inforos

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