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Erdogan perde un altro alleato storico

Un alleato di lunga data e consigliere politico del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha annunciato le sue dimissioni martedì scorso, dopo che politici e media lo hanno brutalmente attaccato per chiesto il rilascio dei dissidenti politici detenuti in seguito all’introduzione di riforme giudiziarie da parte di Erdogan. Secondo “Agence France Press”, Bulent Arinc, 72 anni, ex vice primo ministro e presidente del Parlamento, si è dimesso dalla sua carica nel Consiglio consultivo supremo della Presidenza, un organo composto da ex alti funzionari incaricati di formulare raccomandazioni a Erdogan. “Ho presentato la mia richiesta di dimissioni al presidente, che l’ha ritenuta accettabile“, ha scritto Arinc su Twitter. Il politico non ha specificato se lascerà anche il partito del presidente. Arinc ha fondato il Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (AKP), proprio insieme ad Erdogan, nel 2001.

Arinc è stato duramente criticato e ignorato dal suo alleato storico Erdogan. Mentre alcuni media governativi hanno nei giorni scorsi rivolto dure critiche al consigliere, a causa della sua richiesta di rilasciare il dissidente curdo, Selahattin Demirtaş, e l’uomo d’affari, Osman Kavala. Demirtas, l’ex copresidente dell’HDP e candidato alla presidenza, è stato detenuto per quattro anni con la falsa accusa di terrorismo, come da prassi. Quanto a Kavala, figura di spicco della società civile, è accusato di “tentato colpo di stato” ed è in carcere dal 2017.

“La Turchia ha bisogno di riforme giudiziarie ed economiche”.

Ha dichiarato prima di annunciare le dimissioni, dopo che il presidente Erdogan aveva rinnovato le sue promesse due settimane fa per attuare riforme giudiziarie per rafforzare lo Stato di diritto, nel contesto di difficoltà finanziarie che minano la sua popolarità e le incombenti sanzioni europee annunciate di recente da Francia, Austria e Germania. Le dichiarazioni del presidente turco sono state accolte con un misto di scetticismo e speranza. Il popolo turco auspica maggiore flessibilità dopo diversi anni di repressione, soprattutto in seguito al tentato golpe del 2016 che ha portato ad arresti, torture e persecuzioni su larga scala.

La Turchia ha bisogno di riforme nella magistratura, nell’economia e in altri settori, questo è chiaro“, ha detto martedì lo storico alleato di Erdogan, denunciando inoltre i discorsi d’odio e gli insulti che lo starebbero prendendo di mira. “Dobbiamo calmare il nostro Paese e trovare una soluzione alle preoccupazioni dei nostri cittadini“. Ha aggiunto Arinc. Il politico aveva già suscitato indignazione nel 2015 dopo aver denunciato la crescente concentrazione di potere nelle mani di Erdogan. Le dimissioni di Arinc arrivano meno di tre settimane dopo quelle del ministro delle Finanze, Baraat Albayrak, genero del presidente. Il suo abbandono è stato pubblicamente giustificato con un poco credibile “problemi di salute”.

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