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El Salvador intensifica le estrazioni di bitcoin, ma le proteste di piazza continuano

Il presidente di El Salvador Nayib Bukele ha ribadito lo scorso mese la sua posizione nei confronti di alcuni fra i temi più presenti nel dibattito mondiale. Ha infatti dichiarato che il pacchetto di riforme costituzionali in discussione presso il Parlamento non conterrà alcuna concessione verso aborto, matrimoni omosessuali ed eutanasia. Le riforme si concentrano invece sulle modiche ai termini del mandato presidenziale e sulla creazione di un nuovo organo in sostituzione del tribunale elettorale. Bukele ha detto di non voler in alcun modo avallare eventuali cambiamenti dell’orientamento legislativo sul diritto alla vita a partire dal momento del concepimento (aborto ed eutanasia vietati) e sul matrimonio (previsto esclusivamente tra uomo e donna). Critiche sono subito arrivate dallo Human Rights Watch, il cui direttore esecutivo per le Americhe Jose Miguel Vivanco ha sottolineato come questo atteggiamento di Bukele possa chiarire le idee anche a quei “creduloni” che lo ritengono “un leader moderno”.

La valuta del Paese centroamericano è dal 2001 il dollaro USA. Ma con una mossa che ha lasciato tutti sorpresi, il presidente Bukele ha ammesso lo scorso settembre come moneta nazionale anche la criptovaluta più famosa, il Bitcoin. L’intenzione è quella di rendere più facili le rimesse dei salvadoregni che lavorano all’estero – la maggior parte di loro negli Stati Uniti – e di farsi apprezzare e cercare alleati nel mondo emergente delle criptovalute. Il lancio però ha avuto delle difficoltà, non è andato tutto liscio sia per le accuse alle criptovalute di essere sfruttabili dalla criminalità sia per il costo non tanto basso dell’energia elettrica nel Paese. L’esperienza di El Salvador sta diventando sempre più unica da quando il governo ha annunciato, qualche giorno fa, l’utilizzo di 300 elaboratori allo scopo di “estrarre” bitcoin. I macchinari sono stati installati nel comune di Berlín, presso un impianto geotermico vicino al vulcano Tecapa, e lavoreranno giorno e notte sui complicati calcoli necessari ad ottenere criptovaluta

La loro attività mineraria è oggetto di critica perché richiede un grosso dispendio di energia elettrica: tuttavia proprio l’energia geotermica impiegata dai “computer minatori” è verde, rinnovabile, abbondante, quindi questa iniziativa del governo salvadoregno non appare né inquinante né costosa, come afferma Daniel Álvarez, presidente dell’azienda elettrica che supervisiona il progetto, la Rio Lempa Hydroelectric Executive Commission. I salvadoregni sono comunque tornati in piazza una seconda volta contro il presidente, dopo la prima marcia avvenuta a settembre, accusandolo di voler accentrare il potere con un secondo mandato consecutivo e scontenti del bitcoin come valuta nazionale. Bukele certamente non sta cercando né di stemperare gli animi né di ottenere consenso mediatico, dal momento che ha già cambiato due volte il suo status su Twitter, definendosi prima “dittatore” poi “imperatore” di El Salvador. E proprio su Twitter Bukele ha definito la protesta un “fallimento”.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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