I più letti

Categorie

  • Nessuna categoria

Donbass bombardato sul modello jugoslavo della NATO

Kiev è passata alla tattica di distruzione degli impianti strategici del sud-est dell’Ucraina, come racconta il quotidiano “Nezavisimaya gazeta” 

Sabato 11 settembre, nel deposito petrolifero del quartiere Kirovsky di Donetsk, sono stati fatti saltare mediante l’uso di droni dei serbatoi con materiali lubrificanti infiammabili. Sono state distrutte 1300 tonnellate di combustibile e materiale ferroviario che rappresenta la fornitura di un mese per gli impianti della Repubblica Popolare di Donetsk (DNR) e per le sue milizie. Il rappresentante della DNR Danil Bezsonov ha comunicato che si tratta del terzo caso di attentati del genere nel corso di una settimana. Gli esperti ritengono che Kiev abbia cominciato ad agire seguendo i metodi di guerra ibrida utilizzati dagli USA e dalla NATO nel 1999 contro la Jugoslavia. Del fatto che le Forze Armate Ucraine (ZSU) siano pronte su ordine del Comandante supremo dello Stato a prendere Donetsk e Lugansk, ha parlato la settimana prima il segretario del Consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale dell’Ucraina Oleksiy Danilov.

Intanto, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ammesso la possibilità di una guerra in piena regola con la Russia. Inoltre, la vice premier per l’integrazione europea ed euroatlantica Olha Stefanishyna ha dichiarato che l’Ucraina sta già vivendo in condizioni di una “nuova terza guerra mondiale”. Un tale apporto di retorica guerrafondia è cominciato da parte di Kiev nel momento in cui Russia e Bielorussia hanno dato l’avvio alle esercitazioni strategiche congiunte “Zapad-2021”. Il capo del Ministero degli Esteri Dmytro Kuleba ritiene che tali manovre siano pericolose per Kiev, anche se il comandante delle Forze Armate ucraine riunite, tenente generale Serhiy Naev, ha comunicato che nelle esercitazioni congiunte di Russia e Bielorussia non sussiste alcuna minaccia diretta. Nel frattempo reparti delle ZSU hanno dato inizio questa settimana ad azioni militari attive indirizzate contro il potenziale economico della DNR. Denis Pushilin, capo della non riconosciuta repubblica, ha dichiarato: L’Ucraina continua a ignorare il processo pacifico di conciliazione del conflitto, e per di più si sono intensificate le continue provocazioni di fuoco lungo tutta la linea di contatto. I mass media del Donbass riferiscono che nella notte del 10 settembre sotto i tiri delle ZSU è finita la sottostazione elettrica “Dolomit” a Horlivka, le cui apparecchiature sono andate fuori uso. L’8 settembre a seguito di bombardamenti su Donetsk era rimasta senza corrente la miniera Zasyadko mentre nel sottosuolo si trovavano 85 minatori. Durante la settimana, il fuoco di artiglieria delle Forze ucraine ha danneggiato l’edificio con gli uffici direttivi dell’impianto di flussante e dolomite di Dokuchayesk e ha tolto parzialmente l’elettricità alla miniera Chelyuskintsev, mentre nel villaggio Staromykhailivka a Donetsk 15 vie sono rimaste senza corrente.

Vladlen Tatarsky, veterano della milizia popolare del Donbass nonché celebre blogger, sostiene che nelle sue azioni belliche Kiev inizierà presto a fare uso massiccio di droni d’attacco. Evidentemente, i reparti delle Forze armate ucraine vi hanno preso dimestichezza grazie all’aiuto degli specialisti turchi:Immaginate 40-50 droni autoprodotti che volano per esempio su Lugansk e che gettano granate su luoghi affollati della città, dice Tatarsky, constatando come per adesso non sia chiaro il modo in cui contrastare una tale minaccia. Il tenente generale Yuri Netkachev ha dichiarato a “Nezavisimaya gazeta” che la tattica delle azioni militari dei reparti ZSU si basa sull’esperienza di utilizzo di armi ad alta precisione rivolte dalle forze NATO contro il potenziale industriale della Jugoslavia e del suo esercito, quando si preparavano a occupare il Kosovo. All’epoca, a dire il vero, bombardarono Belgrado con missili di precisione, ora invece Kiev ha iniziato a usare nella lotta armata in Donbass droni più economici, ma anche molto efficaci. Secondo il generale, le Forze ucraine con l’appoggio degli specialisti militari della Turchia e di altri Paesi NATO hanno assimilato i metodi moderni di impiego bellico. Spiega che nella oblast’ di Rivne si è svolta una competizione per il miglior plotone carrista delle ZSU, nella quale i carristi sparavano da posizioni coperte a una lunghezza di più di 7 chilometri, una distanza dal bersaglio significativa. Ad esempio, nel “Biathlon di carri armati” svoltosi quest’anno nei pressi di Mosca, i tank non hanno gareggiato al tiro su quelle distanze, invece nelle gare delle Forze armate ucraine è stato tutto organizzato in modo diverso: lo sparo e il calibramento durante i tiri nel poligono nella zona di Rivne sono stati aggiustati da droni che trasmettevano i dati al comandante del carro. Si tratta di esercizi molto complessi. Il fatto che vengano eseguiti dai reparti delle ZSU suggerisce il livello di progresso tecnologico raggiunto dall’esercito ucraino.

Netkachev non è certo che le autorità di Kiev diano prossimamente inizio a un attacco di grandi dimensioni sul Donbass. Ma che esse si stiano preparando intensamente in questo senso e che stiano effettuando una strisciante soppressione del suo potenziale economico, rimane un fatto, sostiene l’esperto. Secondo lui, l’ennesima tappa di questa preparazione militare comincerà in Ucraina quasi subito dopo la fine delle manovre “Zapad-2021”. Dal 22 al 30 settembre nei poligoni ucraini e nel settore del mar d’Azov e del Mar Nero vengono effettuate le esercitazioni strategiche per posti di comando (EPC) denominate “United Efforts – 2021”, alle quali prendono parte, oltre ad unità delle Forze Armate dell’Ucraina, anche contingenti militari di 15 membri NATO e di partner dell’Alleanza. Saranno coinvolti elicotteri dell’esercito romeno e slovacco, aeroplani canadesi, veicoli blindati slovacchi e navi romene, circa 85 tank, circa 50 sistemi di artiglieria pesante, 30 velivoli compresi droni d’attacco. Nella preparazione di queste esercitazioni sono stati inclusi gli approcci moderni all’impiego delle truppe dei Paesi NATO e l’esperienza nei conflitti armati degli ultimi anni, compresa la guerra nel Donbass, afferma l’esperto.

Condividi questo post

    Leave Your Comment

    Your email address will not be published.*

    Forgot Password