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Covid-19, crolla anche il modello israeliano. Netanyahu ordina il ‘lockdown’

Il governo israeliano si é incontrato con il Governo per adottare misure restrittive per tentare di rallentare la diffusione del coronavirus nel Paese. Finora nel Paese i contagiati sono 4.347 casi e 16 morti: a preoccupare sarebbe però il repentino incremento segnato nelle ultime 12 ore. Sarebbero 100 casi, di cui 80 sarebbero in gravi condizioni, 63 attaccati ai ventilatori polmonari pr insufficienza respiratoria.

il presidente Benjamin Netanyahu, dalla sua abitazione dove è in quarantena dopo il contagio della consigliera Riva Paluch, ha annunciato nuove direttive:

“Non più di 2 persone in pubblico non della stessa famiglia, preghiere solo in privato, industria operativa solo al 15% e aiuti all’economia per 80 miliardi di shekel (20 miliardi di euro). Gruppi tra gli ortodossi, i laici e i non ebrei ignorano ostentatamente le misure di sanità. Non consentiremo più a loro di mettere in pericola la maggioranza. Le forze dell’ordine agiranno già da questa sera per controllare la situazione”

Crolla quindi anche il modello israeliano che in molti avevano elogiato nelle scorse settimane.  Il professor Massimo Galli, infettivologo del Sacco di Milano, aveva dichiarato a Il Foglio: “C’è un solo paese al mondo che si è preparato a qualsiasi genere di catastrofe, che credo sia Israele”. Dello stesso parere anche Michael Levitt, biofisico Nobel per la Chimica nel 2013:

“Sarò sorpreso se il numero di morti in Israele superasse i dieci. Non è sulla mappa del mondo per la malattia. E difficilmente lo sarà”.

Il ministro della Difesa israeliano aveva detto che non contava tanto la distanza sociale tra individui, quanto quella tra vecchi e giovani, adottando un obbligo a stare a casa per fasce d’età e patologie. Il Governo peraltro aveva adottato misure altamente tecnologiche per monitorare, identificare e prevedere le zone di diffusione del Coronavirus, sviluppato dagli scienziati del Weizmann Institute of Science in collaborazione con i ricercatori della Hebrew University di Gerusalemme, su incarico del ministero della Salute. Il modello che era stato invocato dall’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi, dal sindaco di Milano Beppe Sala e dal governatore della Liguria Giovanni Toti ha quindi fallito.

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Nato a Torino il 9 ottobre 1977. Giornalista dal 1998. E' direttore responsabile della rivista online di geopolitica Strumentipolitici.it. Lavora presso il Consiglio regionale del Piemonte. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratore presso il settimanale locale il Canavese. E' stato direttore responsabile della rivista "Casa e Dintorni", responsabile degli Uffici Stampa della Federazione Medici Pediatri del Piemonte, dell'assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Piemonte. Ha lavorato come corrispondente e opinionista per La Voce della Russia, Sputnik Italia e Inforos

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