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Coronavirus, New York peggio di Lombardia e Wuhan. Intanto richiudono i cinema in Cina

Se in queste ore la John Hopkins University fa sapere che i casi di coronavirus accertati negli Stati Uniti hanno superato quota 100mila attestandosi a 104.837, con 1.711 morti dichiarati, a preoccupare è la situazione che sta vivendo Nel York. L’area più colpita di NY sarebbe in Queen con 8mila529 casi, a seguire Brooklyn, Bronx, Manhattan e Staten Island. Oltre 200 i poliziotti positivi nello Stato, altri 2700 sono in malattia. Erano una trentina il 18 marzo.

Il tasso di crescita del contagio sta procedendo a livelli inimmaginabili. Se continuasse così la Grande mela rischia realmente di diventare il più grande focolaio venutosi a creare nel mondo. Ancora peggio di Wuhan e della Lombardia. Secondo il New York Times infatti “non vi è alcuna garanzia che le tendenze attuali continueranno. Quello che è successo sino ad ora nn può essere usato per prevedere cosa accadrà in futuro. e’ possibile che il distanziamento sociale rallenti o arresti la crescita. Ma ciò che si può dire è che l’area metropolitana di New York ha avuto meno successo nell’appiattire la curva, rispetto a Wuhan o alla regione Lombardia a parità di cifre. E alcune aree paiono seguire un percorso simile”.

Sottolinea il noto quotidiano “Nelle prima fasi di un focolaio, il numero di abitanti non conta: una persona contagiata probabilmente contagerà alcune persone, indipendentemente che viva in un’area metropolitana di 100mila abitanti o in una di 10milioni. Ma con il progredire della pandemia il numero di casi pro capite può fornire una misura della prevalenza del coronavirus in una comunità”. L’attuale tasso di crescita a New York si aggira al 30%, quindi si tratta di una curva del contagio molto ripida, numeri che possono moltiplicarsi a causa proprio della densità abitativa.

Elon Musk, magnate della Tesla, ha annunciato la donazione di centinaia di respiratori alla città e allo Stato di NY per sopperire alle carenze degli ospedali presenti nelle zone più colpite. Donald Trump intanto ha invitato perentoriamente General Motors ad iniziare a produrre ventilatori polmonari.

” Le nostre trattative con GM sulle forniture di ventilatori sono state produttive ma la nostra battaglia contro il virus è più urgente del tira e molla del normale processo di contrattazione”.

Intanto la Cina che aveva riaperto appena una settimana fa i cinema ha disposto nuovamente la loro chiusura. Secondo il South China Morning Post la ragione potrebbe essere da rintracciare che uno dei 55 nuovi casi di Covid-19 ha riguardato uno spettatore di un cinema nella provincia di Zhejiang, area al confine con Shangai.

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Nato a Torino il 9 ottobre 1977. Giornalista dal 1998. E' direttore responsabile della rivista online di geopolitica Strumentipolitici.it. Lavora presso il Consiglio regionale del Piemonte. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratore presso il settimanale locale il Canavese. E' stato direttore responsabile della rivista "Casa e Dintorni", responsabile degli Uffici Stampa della Federazione Medici Pediatri del Piemonte, dell'assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Piemonte. Ha lavorato come corrispondente e opinionista per La Voce della Russia, Sputnik Italia e Inforos

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