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Confindustria alla guerra sulle accise contro il Governo Conte. Ci sono sentenze della Cassazione per 3,4miliardi, ma niente rimborso

I rapporti tra Confindustria e il Governo Conte sono sempre più tesi. Aurelio Regina, consigliere delegato all’Energia di Confindustria, in questi giorni ha replicato duramente al sottosegretario Alessio Villarosa il quale in VI Commissione Ambiente ha negato nuovamente alle imprese la restituzione alle imprese italiane di 3,4miliardi di addizionali accise elettriche non dovute allo Stato.

L’esponente giallorosso ha infatti affermato “Occorre verificare che l’importo richiesto sia effettivamente dovuto e inoltre gran parte dei consumatori erano imprese che hanno portato in detrazione i costi”, di fatto rimandando ad un nuovo contenzioso legale i cui costi diretti e indiretti, si quantificherebbero in ulteriori 1,2 miliardi di euro, graveranno nuovamente sul tessuto produttivo italiano che certamente non sente il bisogno di essere costretta, in questo momento a dirottare liquidità, in ricorsi piuttosto che in investimenti.

Il tentativo di dilatare i tempi di restituzione dei soldi messo in atto dal Ministero delle Finanze è principalmente dettata dalle differenze di aliquota pagata che variava da Provincia a Provincia con un importo compreso tra 0,0093 €/kWh e 0,0114 €/kWh sullo scaglione di consumo mensile massimo su cui veniva addebitata l’addizionale (200.000 kWh). Certamente questa difformità potrebbe portare ad una piccola variazione rispetto alla quantificazione media sostenuta da numerosi rapporti di Confindustria che parlando di un esborso di circa 27mila euro all’anno per utente. Proprio per tali ragioni l’Esecutivo nazionale sostiene che il consumatore non può rivalersi sullo Stato ma sul fornitore e il fornitore a sua volta sul beneficiario del tributo. Insomma una scelta amica dal sapore di scaricabarile.

Confindustria ha replicato in modo secco alla presa di posizione di Villarosa “Siamo sconcertati dalle affermazioni del sottosegretario Villarosa sui 3,4 miliardi di euro ingiustamente prelevati dalle bollette delle imprese nel 2010/2011. Le sentenze della Cassazione sono chiare: questi importi vanno restituiti agli utenti”.

Regina contesta “Mentre il presidente del Consiglio auspica una drastica riduzione della burocrazia, il sottosegretario Villarosa sottopone le imprese e gli operatori del settore all’ennesimo calvario degli inutili gradi di giudizio, in sede tributaria e civile, usando lo scudo della complessità burocratica contro già accertati diritti degli utenti. Invitiamo il Governo – prosegue Regina – a riconsiderare la proposta di semplificazione che Confindustria ha avanzato al Mef: un rimborso diretto a favore dei consumatori da parte dei fornitori, con conseguente credito di imposta a vantaggio di questi ultimi“.

Il nodo del contendere è l’addizionale provinciale sull’energia elettrica la quale non era dovuta in quanto la norma nazionale che l’aveva introdotta era in palese conflitto con la Direttiva 2008/118/CE. A fare giurisprudenza é la Corte di Cassazione nella sentenza n. 27099 del 23 ottobre 2019, “gli importi pagati dalle aziende consumatori finali ai diversi fornitori nazionali sono stati indebitamente pagati e ciascuno dei soggetti incisi ha ora diritto di ottenere il rimborso“.

 

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