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Cina: arrestati 14 attivisti indipendentisti ad Hong Kong. Scusa Covid-19 per ‘sciogliere’ folla

Sarebbero almeno 14 gli attivisti arrestati questa mattina a Hong Kong. La denuncia arriva dalla Lega dei Social Democratici, promotrice delle proteste pro-democrazia registrate nel paese negli scorsi mesi. La notizia è stata pubblicata sulla pagina Fb del movimento per le libertà, poi rilanciata dal portale Hong Kong Free Press, un giornale composto da giornalisti indipendenti fondato per arginare le ingerenze cinesi sul governo locale, e quindi confermata dal sovrintendente della sede centrale della polizia dell’isola Lam Wing-Ho che peraltro ha disperso un gruppo di manifestanti che si era raccolto attorno alla stazione di polizia centrale, con la scusa del rispetto delle norme anti-Covid19.

Verso le ore 14.00 locali infatti, una folla di sostenitori social democratici si è presentata di fronte alla stazione di polizia di Cheung Sta Wan, la polizia li ha redarguiti che con il loro comportamento potrebbero violare l’ordinanza sulla prevenzione e il controllo delle malattie che vieta assembramenti e riunioni pubbliche che superino le quattro persone. Il gruppo, riportano i media locali, hanno intonato il noto slogan di protesta “cinque richieste, non una in meno”. L’esponente democratica Claudia Mo ha affermato che “il governo sta facendo tutto il possibile per zittire l’opposizione locale. E ora il governo di Hong Kong, guidato da Carrie Lam, ha fatto di tutto per introdurre un regno del terrore nell’isola”. Un duro commento è anche arrivato dal leader di Demosisto Joshua Wong, che abbiamo recentemente intervistato, il quale ha affermato: Quando tutti i paesi sono ora impegnati a combattere il #coronavirus, il regime autoritario di #China sta ora reprimendo i movimenti democratici in #HongKong. Chiedo al mondo di tenere d’occhio la tirannia di # Pechino e #standwithhk.

Tra gli arrestati ci sono alcuni dei principali leader del movimento, come il suo presidente Raphael Wong, vice presidente Leung Kwok-hung, segretario generale Avery Ng e l’attivista per i diritti umani Figo Chan. Arrestati anche il presidente del Partito democratico Martin Lee e l’ex presidente Albert Ho, l’ex presidente del Partito laburista Lee Cheuk-yan, e il tycoon dei media Jimmy Lai. Secondo al stampa locale sono nove in totale gli ex deputati arrestati. Il capo di accusa contestato sarebbe di aver organizzato le manifestazioni del 18 agosto e del 1° ottobre quando la polizia aveva comunicato che tali assembramenti, durante la festa nazionale cinese, sarebbero state considerate come vere e proprie rivolte. La prima udienza si terrà il 18 maggio; fino ad allora gli arrestati dovranno restare sicuramente in carcere.

Martin Lee, presidente del Gruppo democratico di 81 anni, è stato rilasciato su cauzione dopo alcune ore di fermo. Appena uscito ha improvvisato una conferenza stampa di fronte alla stazione di polizia dove ha confermato che l’accusa ch viene mossa è di aver organizzato e partecipato ad una marcia non autorizzata a Victoria Park il 18 agosto dell’anno scorso. Fino ad oggi risultava incensurato.

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Nato a Torino il 9 ottobre 1977. Giornalista dal 1998. E' direttore responsabile della rivista online di geopolitica Strumentipolitici.it. Lavora presso il Consiglio regionale del Piemonte. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratore presso il settimanale locale il Canavese. E' stato direttore responsabile della rivista "Casa e Dintorni", responsabile degli Uffici Stampa della Federazione Medici Pediatri del Piemonte, dell'assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Piemonte. Ha lavorato come corrispondente e opinionista per La Voce della Russia, Sputnik Italia e Inforos

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