I più letti

Categorie

  • Nessuna categoria

Cile si arrende e allenterà il lockdown altrimenti rischierebbe povertà e disoccupazione

Ragioni scientifiche dietro alla decisione del Cile di allentare il lockdown parziale, ribattezzato ‘quarantena dinamica’ disposto fino alla scorsa settimana? Assolutamente no. E’ stato molto trasparente il presidente Sebastian Pinera che in una intervista rilasciata ieri all’emittente televisiva “Canal 13” ha affermato “Il costo dei programmi sociali a cui ci ha costretto la pandemia Covid-19 è di decine di miliardi di dollari, si tratta di uno sforzo al limite della capacità dello Stato. Lo Stato non é onnipotente, é impossibile proteggere tutti se il paese non si rimette in marcia“. Il ritorno alla normalità avvera in modo graduale ma il Governo “sta preparando un piano per il ritorno sicuro alle attività ordinarie“. Il premier ha poi concluso “Questa nuova normalità che ci obbligherà a convivere con il coronavirus per un periodo di almeno altri due anni“.

La decisione del presidente cileno si scontra però con l’opinione pubblica che testata da un sondaggio ha considerato troppo leggere le disposizioni assunte dal governo per limitare i contagi e anzi si è detta favorevole per l’85,4% a favore di misure di isolamento più restrittive e omogenee su tutto il territorio nazionale. Molte critiche sono state mosse al ministro della Sanità, Jaime Manalich, proprio per le decisioni – considerate troppo a macchia di leopardo e per territori – assunte dall’inizio dell’emergenza. “La gente afferma di volere una quarantena totale senza avere idea del danno che questa può produrre a loro stessi e ad altri in termini di salute, povertà, e disoccupazione“. Ad oggi i contagi da coronavirus in Cile sono 12.306 don 174 morti e sono destinati ad aumentare nei prossimi giorni visto che il picco dell’epidemia non è ancora arrivato e si prevede entro due settimane.

Il Presidente Cileno – Sebastian Pinera (AP Photo/Esteban Felix)

La decisione del governo però pare scontrarsi con i numeri del Cile. La crescita media annuale del PIL è stata del 3% a fronte di una inflazione del 3%. Il debito pubblico accertato dall’FMI sarebbe pari al 27,2% e il reddito pro capite è di circa 24000 dollari cioè il più alto nell’America Latina, negli ultimi dieci anni la crescita media annuale è stata del 3% e l’inflazione è stata pari al 3,1%. Il debito pubblico è molto basso: il Fondo Monetario Internazionale stima che alla fine del 2019 sarà pari al 27,2% del PIL. Tutti numeri positivi che però si scontrano con un rapporto redatto dalla Commissione economica per l’America latina ed i Caraibi (Cepal) che attesta una flessione per il 2020 del PIL stimato attorno al 5,3%.

D’altra parte il Cile resta una delle democrazie sudamericane con i conti certamente più sani ma anche con le iniquità e le diseguaglianze sociali più marcate. Si pensi soltanto alla “legge per la protezione dell’impiego” che è stata adottata dal Governo Pinera per sostenere tutti quei lavoratori costretti alla quarantena. Per tutto il periodo di interruzione del contratto potranno accedere solamente ai fondi dell’assicurazione di disoccupazione, un fondo finanziato per quota parte dal loro stipendio. Ancora peggio per i precari per i quali è previsto un unico bonus pari a 58 dollari. Le mancate coperture sociali non sono però una novità d’altra parte risalgono a ottobre e novembre dello scorso anni gravi scontri e proteste per il costo di vita altissimo in diverse zone dello stato.


Condividi questo post

Nato a Torino il 9 ottobre 1977. Giornalista dal 1998. E' direttore responsabile della rivista online di geopolitica Strumentipolitici.it. Lavora presso il Consiglio regionale del Piemonte. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratore presso il settimanale locale il Canavese. E' stato direttore responsabile della rivista "Casa e Dintorni", responsabile degli Uffici Stampa della Federazione Medici Pediatri del Piemonte, dell'assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Piemonte. Ha lavorato come corrispondente e opinionista per La Voce della Russia, Sputnik Italia e Inforos

    Leave Your Comment

    Your email address will not be published.*

    Forgot Password