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Canada, il comitato scientifico dell’Ontario si esprime contro il lockdown e le misure restrittive

La provincia dell’Ontario, 14 milioni di abitanti, rappresenta l’epicentro della terza ondata di COVID in Canada. Vi sono in atto misure di contenimento che il premier locale Doug Ford ha definito “le più rigide del Nord America”, ma che sono oggetto di critica da parte del Comitato di consulenti scientifici del governo provinciale. I dubbi sulle severe politiche restrittive è stato messo in dubbio anche da altri scienziati, ma il verdetto di quelli dell’Ontario è netto: “il lockdown non funziona”, almeno in molti casi. In primo luogo non ha senso impedire le attività all’aperto, poiché dopo un anno di pandemia i ricercatori di tutto il mondo concordano  nell’affermare che stare all’aria aperta è un modo per evitare il contagio. Il premier Ford, invece, ha chiuso qualunque posto in cui si praticano attività outdoor, risparmiando solo i giardinetti pubblici. Aveva suscitato inquietudine la decisione di dare alla polizia, per la prima volta nella storia del Canada, la facoltà di multare chiunque si trovi fuori dalla propria abitazione senza una valida ragione: ora si è arrivati allo scalpore per episodi che rasentano l’abuso, come quello (testimoniato da un video) in cui un ufficiale di polizia se la prende con un dodicenne che gioca nel parco per gli skateboard. È stata aperta un’indagine ufficiale e il poliziotto è stato assegnato a compiti amministrativi fino al termine dell’inchiesta.

Le critiche più forti al lockdown arrivano dai piccoli commercianti in reazione ai divieti di vendita di determinati prodotti (ad esempio la cancelleria e gli articoli scolastici) rispetto ad altri che invece sono consentiti, come gli alimentari. Se l’intento di questa misura è valido, cioè ridurre gli spostamenti dei cittadini, il risultato è che i canadesi vanno comunque in giro a fare acquisti, ma semplicemente comprano solo ciò che è disponibile sugli scaffali. Alcune palestre hanno riaperto i battenti per accogliere clienti con disabilità, come consentito da una clausola di deroga alla misure di quarantena e più in generale dalla legge sui diritti dei cittadini disabili (Accessibility for Ontarians with Disability Act). Tuttavia, anche se danno un servizio alla popolazione, queste palestre sono state accusate di voler semplicemente aggirare le restrizioni pur di poter continuare a lavorare. Infatti, per usufruire della palestra, i cittadini dovrebbero presentare un apposito foglio del medico in cui si attesta la necessità di effettuare terapie basate sull’attività fisica; i titolari delle palestre, però, dicono di non dover pretendere di visionare questo documento nè di dover chiedere spiegazioni sul tipo di problemi dei loro clienti, proprio nel rispetto della legge sulle disabilità. 

Le critiche alla gestione dell’emergenza pandemica da parte del premier Ford riguardano anche l’aspetto economico. Pare infatti che il programma di aiuti statali (il “Canada Sickness Recovery Benefit”) non basti, ma il governo dell’Ontario ha sempre rifiutato di mettere mano al budget provinciale per venire incontro ai problemi dei lavoratori danneggiati dal coronavirus. Ora invece potrebbe fare retrofront, specialmente dopo le osservazioni del Comitato scientifico, secondo cui il sussidio sarebbe una componente essenziale della gestione della terza ondata, perché permetterebbe ai lavoratori di restare serenamente a casa (senza quindi circolare, diffondendo eventualmente il virus) senza timore di perdere tutti i loro introiti.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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