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Brics a San Pietroburgo tra coronavirus, sicurezza e innovazione

Sarà la Russia a ospitare il prossimo 21 luglio il summit 2020 del BRICS. I “mattoncini” del mondo multipolare si incontreranno a San Pietroburgo proprio in occasione della presidenza russa della SCO (Organizzazione per la cooperazione di Shanghai) che coincide con quella dei BRICS stessi.

Su quali direttive sta prendendo forma la cooperazione promossa dai 5 Paesi del gruppo? Gli scambi commerciali si intensificano, si conducono esercitazioni militari congiunte, si cercano convergenze ideologiche – o per meglio dire di ideali – come la difesa della famiglia e dei valori tradizionali attuata in Russia e in Brasile; l’attrattiva che i Paesi “emergenti” (in realtà emersi già da almeno quindici anni) suscita sulle nuove generazioni non ancora imbevute di propaganda e su quelle meno giovani, desiderose di scoprire realtà diverse da quella che ci è sempre stata prospettata come la migliore, anzi come l’unica possibile.

Ma la spinta viene data, in maniera classica, anche dai soldi. D’altra parte è stato il potere finanziario, prima ancora di quello militare, a imporre la prevalenza del modello angloamericano, che ancora oggi si esprime con il petroldollaro. Non stupisce, quindi, che nel 2014 i BRICS abbiano fondato un’istituzione finanziaria, la Nuova Banca di Sviluppo (NDB), che svolge appunto la funzione principale della banca che presta capitali e sostiene finanziariamente i soggetti scelti dai Paesi membri. Come scritto nell’articolo 1 dell’accordo di creazione, la Banca mobiliterà risorse per le infrastrutture e i progetti di sviluppo sostenibile all’interno dei BRICS e in altre economice emergenti o Paesi in via di sviluppo (…). Per raggiungere i suoi scopi, la Banca darà supporto a progetti pubblici o privati mediante prestiti, garanzie, partecipazioni di capitali e altri strumenti finanziari.

E proprio come succede quando ci sono di mezzo i soldi, e non soltanto le dichiarazioni di principio, si leva prima o poi qualche lamentela. La più recente è stata quella del presidente brasiliano Jair Bolsonaro, che lo scorso novembre ha detto di voler correggere lo squilibrio creditizio che svantaggia il suo Paese. Proprio a Fortaleza venne stipulato il trattato di creazione della NDB e a San Paolo è in via di apertura la sua sede per le Americhe, ma a parità di contributi il Brasile ha avuto finora il minor numero di progetti finanziati dalla banca. Bolsonaro intende correggere questa disparità di trattamento, magari grazie anche al fatto che il prossimo presidente dell’istituto sarà un brasiliano, come previsto dai piani di avvicendamento delle sedi degli incontri e delle cariche ai funzionari tra i 5 Paesi del gruppo.

Non può lamentarsi invece l’ultimo arrivato, il Sudafrica, che è entrato nel 2010 e che nel 2019 si è visto approvare dalla “banca dei BRICS” un totale di 2,3 miliardi di dollari di finanziamento. Ne beneficerà soprattutto la compagnia elettrica parastatale Eskom, che dopo gli ultimi anni travagliati da scandali e da cattiva gestione, con i nuovi fondi si dedicherà alle energie rinnovabili.

Ma di cosa parleranno i cinque nuovi grandi a San Pietroburgo? Il tema caldo del momento è certamente il coronavirus. Tutti i Paesi BRICS hanno lanciato un appello a collaborare con l’Organizzazione mondiale della Sanità e con il governo cinese per arginare e stroncare l’epidemia.

Il titolo che definisce le priorità della presidenza russa del BRICS, come dichiarato recentemente dal Ministero degli Esteri della Federazione Russa, è il seguente: “partenariato dei BRICS negli interessi della stabilità globale, della sicurezza collettiva e dell’aumento dell’innovazione”. In precedenza, era stato lo stesso Vladimir Putin a enunciare in dettaglio le linee-guida che saranno seguite nel periodo in cui la Russia presiederà il gruppo. Tra i numerosi obiettivi, vi è anzitutto rinnovare la strategia degli scambi commerciali e degli investimenti, puntando sullo sviluppo e l’integrazione delle aree più lontane e sulle soluzioni digitali; poi, rafforzare le strutture e i meccanismi finanziari, tra cui naturalmente la NDB, con un accenno persino a fondi obbligazionari nelle valute locali; vi saranno anche iniziative di natura culturale come festival, tournée teatrali e gare sportive, con il lancio dell’idea di competizioni riservate ai Paesi BRICS. Quest’ultimo punto non stupisce chi riesca a vedere chiaramente una regia di carattere politico per le decisioni dell’Agenzia mondiale antidoping e del CIO, che puniscono severamente gli atleti russi, li escludono e tolgono loro le medaglie pure a 6 anni di distanza dalle gare, mentre danno un buffetto sulla guancia agli atleti di altre nazionalità. Infine, verrà stimolata anche la cooperazione in ambito spaziale, in cui la Russia è per tradizione e competenze il Paese guida.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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