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Bolsonaro contro il lockdown. Gli specialisti brasiliani divisi sullo Sputnik V

In un’intervista presso la rete televisiva amazzonica “A Crítica“, il presidente del Brasile Jair Bolsonaro si è espresso molto duramente contro le quarantene imposte dai governatori dei vari Stati brasiliani. Ha persino minacciato il ricorso all’esercito nel caso in cui le restrizioni e il coprifuoco a livello regionale dovessero provocare il “caos”, e anche al fine di garantire il rispetto del quinto articolo della Costituzione brasiliana (in cui sono elencate le libertà personali). Ospite della trasmissione Alerta especial del canale televisivo di Manaus, ha inoltre detto di essere in comune accordo coi suoi 23 ministri sul piano da attuare se dovesse scoppiare il caos generalizzato causato dalla fame e dalla maniera “codarda” in cui alcuni vogliono imporre certe misure. Infine ha difeso l’utilizzo della clorochina contro il COVID-19, dicendo di averla assunta dopo essere stato trovato positivo al virus e di essersi sentito meglio il giorno seguente. Uscendo dalla residenza ufficiale del Palácio da Alvorada, il presidente Bolsonaro si è rivolto ai suoi sostenitori chiedendo loro di parlare con amici e familari e di cercare di convincerli a cambiare opinione rispetto alle politiche restrittive anti-COVID messe in atto in alcune parti del Paese. Ha detto che “il popolo è stato anestetizzato per almeno 30 anni” e che “bisogna vincere la guerra dell’informazione”. Si è scagliato contro la disinformazione dei mass media facendo riferimento anche alle politiche ambientali brasiliane, criticate ingiustamente dai politici e dai giornalisti stranieri, mentre il Brasile è tra i Paesi che emetteno meno anidride carbonica, molto meno di Cina, India e Stati Uniti.

Al vaccino russo Sputnik V è stato impedita l’importazione in Brasile dall’agenzia brasiliana del farmaco, la ANVISA (Agência Nacional de Vigilância Sanitária), dopo che alcuni governatori locali ne avevano fatto richiesta per contrastare la seconda ondata di COVID. La decisione è stata presa all’unanimità dopo che gli specialisti avevano evidenziato alcuni “rischi insiti” nel vaccino, che lo rendono non sufficientemente sicuro, come affermato dalla dirigente Ana Carolina Moreira Marino Araujo. Un altro manager dell’ANVISA, Gustavo Mendes, ha invece rilevato un “serio difetto” consistente nella presenza nel vaccino di un adenovirus che potrebbe riprodursi. Nel frattempo, però, la CTNBio, la Commissione Tecnica Nazionale di Biosicurezza del Brasile, ha autorizzato il rilascio commerciale dello Sputnik V sul territorio brasiliano. La decisione è giunta dopo che União Química, il laboratorio preposto alla produzione del vaccino nel Paese, ha presentato i dati e i documenti ulteriori richiesti dalla Commissione.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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