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Bernie Sanders pensa all’addio

Le primarie che si sono concluse in tre stati americani questa notte, e nello specifico Florida, Illinois e Arizona pare che stiano convincendo Bernie Sanders a ritirarsi. Il capo campagna del senatore del Vermont infatti ha affermato:

“Non addolciamo la pillola, la scorsa notte non é andata come volevamo. E mentre la nostra campagna ha vinto la battaglia delle idee, stiamo perdendo quella sull’eleggibilità con Joe Biden“.

Ora Sanders voterà al senato i provvedimenti sul coronavirus dove “si concentrerà sulla risposta del governo allo scoppio del virus per garantire che ci prenderemo cura dei lavoratori e dei più vulnerabili” e poi tornerà nel suo stato dove valuterà con i suoi fedelissimi l’eventuale addio alla campagna delle presidenziali. Chi da per scontato il passo indietro è Donald Trump che su Twitter spiega:

“Lascerà presto. Il partito democratico realizzerà quindi il suo desiderio più grande e avrà sconfitto Bernie Sanders  molto prima del previsto. Ora stanno facendo il possibile per essere carini con lui per mantenere i suoi sostenitori. Bernie ha rinunciato, come ha fatto l’ultima volta”.

A Joe Biden ora mancherebbero 834 delegati per aggiudicarsi quei 1991 seggi indispensabili per potersi aggiudicare la candidatura. I numeri quindi non darebbero per spacciato Sanders, però è da valutare che dopo il Super Tuesday di inizio marzo il senatore del Vermont si è aggiudicato solo due caucus, cioè quelli del North Dakota e delle isole nord delle Marianne; uscendo sconfitto in tutti gli altri stati.

David Axelrod, che ha guidato le campagne elettorali del presidente Barack Obama spiega come Sander ora debba fare profonde riflessioni adesso.

“L’emergenza del coronavirus sta prendendo il sopravvento, gli elettori vogliono un candidato in grado di battere Donald Trump e stanno dando indicazioni chiare. Certo, Sanders parla a una parte dell’elettorato importante, fa bene a spingere sui suoi temi, ma credo che debba pensare profondamente a cosa fare”. 

Sanders sicuramente non ha il fiato sul collo in questa decisione visto che le primarie in Ohio, Louisiana, Georgia, Kentucky e Maryland sono state rimandate a causa dell’emergenza coronavirus e che quindi il prossimo appuntamento elettorale sarebbe il 29 marzo a Porto Rico, sempre che anche lì non si rimandi la consultazione.

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Nato a Torino il 9 ottobre 1977. Giornalista dal 1998. E' direttore responsabile della rivista online di geopolitica Strumentipolitici.it. Lavora presso il Consiglio regionale del Piemonte. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratore presso il settimanale locale il Canavese. E' stato direttore responsabile della rivista "Casa e Dintorni", responsabile degli Uffici Stampa della Federazione Medici Pediatri del Piemonte, dell'assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Piemonte. Ha lavorato come corrispondente e opinionista per La Voce della Russia, Sputnik Italia e Inforos

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