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Australia: continuano gli arresti per le proteste contro il lockdown

Stanno emergendo altri dettagli poco edificanti sullo scandalo che ha travolto Gladys Berejiklian, ex primo ministro dello Stato federato più importante e popoloso d’Australia, il Nuovo Galles del Sud. Le dimissioni sia da premier che da deputata del Parlamento locale sono divenute effettive il 5 ottobre, ma erano state annunciate qualche giorno prima, quando ormai era stata divulgata la notizia che la Commissione indipendente anti-corruzione (ICAC) aveva avviato un’inchiesta su di lei. L’indagine riguarda la sua condotta tra il 2012 e il 2018 ed è sospettata di aver promesso o conferito sovvenzioni ad organizzazioni della circoscrizione elettorale di Wagga Wagga. Il conflitto di interessi tra le sue funzioni pubbliche e i suoi interessi privati, lei che all’epoca era già deputata e poi da inizio 2017 anche premier dello Stato, è apparso palese alla Commissione quando è saltata fuori la sua relazione segreta col deputato locale Daryl Maguire. Berejiklian afferma trattarsi di “questioni ormai superate” e di aver sempre agito col “massimo livello di integrità”, ma che nonostante ciò le dimissioni siano state un atto dovuto perché da indagata poteva essere di intralcio alla guida dello Stato in un momento storico di incertezza globale. La reazione degli australiani è stata di stupore e delusione, perchè la Berejiklian aveva costruito una solida reputazione basata su un ottimo lavoro come politica di alto profilo. Tuttavia alcuni si erano già accorti di quanto la sua immagine stridesse col fatto di essere già stata chiamata a comparire presso la Commissione anti-corruzione un anno fa, ma le circostanze di emergenza pandemica suggerivano ai cittadini di chiudere un occhio sulle scottanti rilevazioni che iniziavano a uscire dalle stanze della ICAC. A sua volta implicato in diverse inchieste, il suo amico Maguire avrebbe facilitato gli affari di certi contatti, ma dal canto suo la Berejiklian glissava sugli scambi poco trasparenti che Maguire perseguiva mentre era Member of Parliament e non aveva denunciato il potenziale conflitto di interessi che pendeva sulla loro relazione, all’epoca segreta. Le intercettazioni telefoniche mostrano come fosse in effetti al corrente, tra le altre cose, del progetto del nuovo aeroporto di Badgerys Creek del quale Maguire raccontava i possibili guadagni derivanti dalle tangenti che si aspettava di prendere. Infine, nell’atto di rassegnare le dimissioni da premier, Gladys Berejiklian ha criticato la ICAC per aver svolto il proprio lavoro in maniera secondo lei “non consona alle circostanze”. Parte della stampa ha provato a presentarla come vittima o semplicemente come una persona sfortunata in amore e danneggiata da un fidanzato cattivo. 

Nel frattempo non si placano le proteste popolari contro le misure anti-COVID instaurate in Australia. Già da più di un mese i cittadini scendono spesso sulle strade per manifestare contro i lockown. La scorsa settimana a Melbourne, capitale dello Stato federato del Victoria, si è verificata l’ennesima ondata di arresti tra i manifestanti da parte dei poliziotti in tenuta antisommossa. Come riportato dal media statale SBS, la polizia era più numerosa dei partecipanti e riusciva a conoscere in anticipo i loro movimenti lungo la città, annunciati sui canali di comunicazione criptati usati dai manifestanti. Sono stati anche messi posti di blocco per verificare dove si stessero dirigendo i passanti. Come risultato si sono avute decine di arresti e di multe per violazione delle norme sanitarie. A partire da settembre il numero degli arrestati ammonta a 600 nella sola Melbourne.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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