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Argentina, Kirchner: italiani hanno “una genetica mafiosa”

In queste ore l’Argentina si trova a dover tentare di mettere una pezza alla gravissima frase pronunciata dalla vicepresidente Cristina Fernandez Kirchner contro gli italiani in occasione della sua visita all’Avana per l’annuale Fiera del Libro. “Gli italiani sono mafiosi per genetica” avrebbe tuonato l’esponente del governo argentino commentando le cause della “persecuzione” subita durante il governo del presidente italo-argentino Mauricio Macri a guida della Casa Rosada. La Kirchner avrebbe sostenuto:

“In Argentina il lawfare (l’uso del sistema giudiziario per screditare un avversario politico) ha avuto una componente mafiosa”, che “ha portato alla persecuzione dei miei figli”. “Una componente mafiosa che deve essere probabilmente causata dagli antenati di chi e’ stato presidente proprio come ha denunciato un noto giornalista del giornale ‘Pagina 12’ quando ha parlato della ‘ndrangheta. Devono essere quegli antenati”

Non è la prima volta che vengono evocate le origini della famiglia dell’ex presidente Macri. In particolare ill fatto che suo nonno Giorgio Macri, nato a Polistena in Calabria, era cugino di ‘Zu ‘Ntoni Macri”, leader storico della ‘ndrangheta calabrese. Oltre al saggio di Verbitsky, c’è stato anche il volume del giornalista Rocco Carbone ‘Mafia Capital – Cambiemos: las logicas ocultas del poder’. Intanto Pagina 12 è un giornale riconducibile alle tendenze politiche della vicepresidente.

La frase ha portato sgomento nella comunità italiana presente in Argentina, una comunità molto numerosa visto che conta quasi un milione di abitanti. Non è un caso che il presidente in carica Alberto Fernandez si sia prontamente dissociato da Kirchner e abbia immediatamente rimarco che per fugare ogni dubbio ha voluto ricevere l’ambasciatore d’Italia, Giuseppe Manzo.

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Nato a Torino il 9 ottobre 1977. Giornalista dal 1998. E' direttore responsabile della rivista online di geopolitica Strumentipolitici.it. Lavora presso il Consiglio regionale del Piemonte. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratore presso il settimanale locale il Canavese. E' stato direttore responsabile della rivista "Casa e Dintorni", responsabile degli Uffici Stampa della Federazione Medici Pediatri del Piemonte, dell'assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Piemonte. Ha lavorato come corrispondente e opinionista per La Voce della Russia, Sputnik Italia e Inforos

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