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Appello di Amnesty. Si continui a proteggere migranti e rifugiati libici.

Amnesty international aveva sollecitato l’Italia ad avviare una serie di incontri con i rappresentanti delle forze politiche per assicurare l’adozione di tutte le misure necessarie alla protezione dei migranti e rifugiati libici. “Memorandum o non memorandum – ha affermato Gianni Rufini, direttore generale di AI Italia – ci sono delle cose che l’Italia deve contribuire a realizzare: l’evacuazione in un luogo sicuro delle persone attualmente trattenute nei centri di detenzione, la chiusura di questi ultimi e la creazione di percorsi legali e sicuri per giungere in Europa”.

“Se il governo italiano è serio quando parla di negoziare cambiamenti al testo del memorandum, in primo luogo riconosca che può farlo in ogni momento e che il rinnovo dell’accordo non impedisce in alcun modo che questo venga modificato nell’ottica di una maggiore attenzione ai diritti umani dei migranti e dei rifugiati trattenuti in Libia”, ha aggiunto Rufini conscio che ormai la situazione sia insostenibile come testimoniato dalla decisione assunta dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, di per mancanza di sicurezza le attività del suo centro di transito di Tripoli, aperto appena un anno fa”, ha sottolineato Rufini.

L’Italia ha accettato di addestrare ed equipaggiare la guardia costiera e altre autorità libiche, collaborando con esse a raggiungere l’obiettivo di intercettare imbarcazioni in mare e riportare le persone a bordo “nei centri di detenzione libici, dove queste sono trattenute illegalmente e subiscono gravi violenze, tra cui stupri e torture. Nei primi tre anni dalla firma dell’accordo almeno 40mila persone, tra cui migliaia di minori, sono state intercettate in mare, riportate in Libia e sottoposte a sofferenze inimmaginabili. Solo nel primo mese del 2020, sono state intercettate 947 persone”.

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Nato a Torino il 9 ottobre 1977. Giornalista dal 1998. E' direttore responsabile della rivista online di geopolitica Strumentipolitici.it. Lavora presso il Consiglio regionale del Piemonte. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratore presso il settimanale locale il Canavese. E' stato direttore responsabile della rivista "Casa e Dintorni", responsabile degli Uffici Stampa della Federazione Medici Pediatri del Piemonte, dell'assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Piemonte. Ha lavorato come corrispondente e opinionista per La Voce della Russia, Sputnik Italia e Inforos

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