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Antartide, l’ultimo continente senza Covid

C’è un solo posto al mondo in cui il coronavirus è totalmente assente: l’Antartide. In teoria, non c’è Covid nemmeno in Turkmenistan e in Corea del Nord, ma le valutazioni politiche inquinano l’analisi della situazione. Per le stazioni scientifiche del “sesto Continente”, invece, non ci sono dubbi: là il virus non c’è e gli scienziati hanno continuato durante tutti questi mesi la loro vita “normale”, fatta di esplorazioni, studi e routine specifiche, senza mascherina obbligatoria. Gli amanti della fantascienza avranno sicuramente già riscontrato qualche somiglianza inquietante con “Virus”, un film del 1980 prodotto in Giappone ma con un cast internazionale, uscito in Italia con il titolo eloquente di “Ultimo rifugio: Antartide”. Dopo un incidente che coinvolge agenti segreti americani, sovietici e tedeschi dell’Est, nel mondo scoppia una pandemia chiamata “influenza italiana”. L’unico e ultimo luogo sicuro che rimane sulla Terra è costituito dalle basi antartiche, nelle quali soldati e scienziati di diverse nazionalità, talvolta rivali, sono costretti a cooperare per la salvezza dell’umanità.

Oggi, nelle basi del Continente bianco si può girare senza mascherina, perchè tra i circa mille residenti stabili delle strutture non si è riscontrato alcun contagio. Però, ora che è passata la lunga notte australe, arriveranno nuove spedizioni che potrebbero portare il virus con sé. Gli operatori sono al lavoro per fissare le misure di sicurezza in vista dell’arrivo di un centinaio di colleghi alla grande base americana di McMurdo. Ed è iniziata anche la 36esima Spedizione italiana in Antartide, finanziata dal Ministero dell’Università e Ricerca e gestita dall’ENEA per la pianificazione e l’organizzazione logistica e dal CNR per la programmazione e il coordinamento scientifico. Tutto il personale che sbarcherà alla stazione italiana permanente “Mario Zucchelli” verrà tenuto in qurantena per due settimane, così come quello diretto alla nave da ricerca “Laura Bassi” e alla base italo-francese “Concordia”. La campagna dell’estate australe durerà soltanto 3 mesi a causa della situazione complessiva e vedrà impegnati anche militari delle nostre tre Forze Armate.

La situazione del buco nell’ozono sull’Antartide è invece diventata disastrosa: il buco è infatti arrivato alla sua massima estensione in ampiezza e in profondità, come dichiarato dal “Copernicus climate change service” legato alla Commissione europea. I valori di ozono stratosferico sono scesi quasi fino a zero ad altezze tra i 20 e i 25 chilometri. La causa del forte abbassamento è stata individuata in un “vortice polare forte, stabile e freddo”. Bisogna anche dire che il buco nell’ozono è piuttosto mutevole: se nel 2020 è sfortunatamente molto grande, quello del 2019 è stato piccolo e di breve durata, mentre nel 2018 era abbastanza vasto. Insomma, i dati da tenere in considerazione sono molteplici e sono relativi ai fattori metereologici e ad altri dati che gli scienziati stanno ancora studiando, ma che non si limitano ai numeri dell’inquinamento. La discussione sulle vere cause dei cambiamenti climatici rimane quindi aperta e fortemente influenzata dalle agende politiche di vari soggetti.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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