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Angela Merkel presto a Mosca per un incontro al vertice con Putin

Il 20 agosto la cancelliera Angela Merkel si recherà in visita a Mosca per quello che si prevede essere il suo ultimo vertice con il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin, prima di passare il testimone al successore che sarà decretato dalle elezioni del 26 settembre. Dal momento che non è stato reso noto l’ordine del giorno del loro incontro, è lecito chiedersi quali saranno gli argomenti che i due leader tratteranno. Ed è lecito chiedersi come li tratteranno, vista la lunga conoscenza tra i due e vista la prossima uscita di scena della cancelliera dopo quindici anni di regno. Per i due sarà così anche l’occasione di trarre delle conclusioni, se così si può dire, che possano a loro volta servire da base di partenza per il lavoro del prossimo cancelliere. E si può solamente speculare sugli argomenti a cui accenneranno, perché i due leader hanno preso negli anni l’abitudine di trattare in privato le questioni più pressanti, magari telefonicamente, al di là delle dichiarazioni finali post-vertice che vengono rilasciate come da prassi.

Il tema principale dell’incontro non potrà che essere il Nord Stream 2. Completata a giugno la posa della prima conduttura, è in programma il termine dei lavori sulla seconda entro fine agosto. La Merkel aveva già definito i dettagli decisivi con Joe Biden a luglio, senza poter fare a meno di ricomprendervi gli appelli accorati dell’Ucraina, che si sente minacciata dall’imminente avvio del gasdotto. Così, la Russia è venuta incontro alle pressioni di Germania e Stati Uniti affinché sia garantita la continuazione del transito di gas attraverso l’Ucraina, la quale trae sussistenza dal trovarsi proprio sul tragitto tra la Russia e l’Europa. Poiché il Nord Stream 2 la taglierebbe fuori, così come resterebbe a bocca asciutta pure la Polonia, i due Paesi hanno esternato le loro rimostranze a Washington, dove sono state raccolte volentiere da una parte del Congresso in funzione anti-russa. Dagli USA è così arrivata la promessa di ennesime sanzioni, e staremo a vedere in quali condizioni il gasdotto potrà effettivamente iniziare il suo funzionamento. Matthias Warnig, il direttore generale del consorzio che ha gestito la costruzione del Nord Stream 2, ha rassicurato gli ucraini sul fatto che l’avvio del gasdotto non significa la fine del transito del gas russo sul loro territorio. Come da accordi tra Biden e Merkel, inoltre, dovranno presiedere alle questioni i rispettivi inviati speciali, ma se Amos Hochstein, consigliere americano alla sicurezza energetica, è già entrato in servizio, quello tedesco non è ancora stato nominato.

Gli altri temi sul piatto potranno essere quelli inerenti le crisi internazionali, partendo dal conflitto nel Donbass fino alla recente vittoria talebana in Afghanistan, passando per la seconda conferenza sulla Libia svoltasi proprio a Berlino. Potrebbe quindi essere discusso il “formato Normandia”, la modalità con cui si tenta di risolvere la questione delle Repubbliche separatiste nell’est dell’Ucraina e che coinvolge in un vertice i presidenti delll’Ucraina stessa, della Russia, della Germania e della Francia; già da tempo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che trova nella Germania il suo principale alleato, sta cercando di far modificare il formato, inserendovi altre questioni o magari allargandolo all’altro suo principale alleato, gli Stati Uniti.  Probabilmente parleranno anche dell’Afghanistan, per capire che cosa va fatto in questo delicato frangente, ma occorre ricordare che la Federazione Russa è uno dei pochi grandi Paesi ad aver mantenuto la sua delegazione diplomatica a Kabul, pur avendo dichiarato illegale l’organizzazione dei talebani, mentre la Germania ha chiuso l’Ambasciata ed evacuato il personale.

In definitiva, non bisogna aspettarsi che nel vertice del 20 agosto verranno prese decisioni di grossa portata. Alla cancelliera basterà consolidare le posizioni acquisite nel corso del suo lungo rapporto con il Cremlino, che può essere descritto come positivo e costruttivo alla luce dei forti legami commerciali, industriali e finanziari che sono tuttora in piedi fra i due Paesi. D’altro canto, la Merkel non può nemmeno affrontare trattative politiche, visto l’atteggiamento dell’Unione Europea che individua nella Russia più un avversario con cui competere che non un partner con cui collaborare attivamente, e vista la sua situazione di cancelliera uscente: al momento è impossibile capire chi sarà il vincitore tra Armin Laschet, il candidato dell’Unione Cristiano-Democratica (il partito di Angela Merkel), il candidato dell’SPD Olaf Scholz e la candidata dei Verdi Annalena Baerbock. Ad ogni modo, tutto quello che si diranno Putin e Merkel diventerà inevitabilmente il tema del successivo vertice che affronterà quest’ultima a Kiev il 22 agosto con il presidente dell’Ucraina Zelensky. 

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