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Andorra, riaprono le discoteche, ma non tutti hanno gradito i controlli

Nella notte tra venerdì 16 luglio e sabato 17 si è svolta nel Principato di Andorra la prima serata in discoteca dopo 16 mesi di chiusura forzata. Si è ballato in due locali della capitale La Vella, l’Eivissa Experience e il Kapital, ma quest’ultimo ha visto cancellate la metà delle prenotazioni a causa dell’obbligatorietà della mascherina, decisa dal Ministero della Sanità la settimana precedente. Nell’altra discoteca, invece, in cui si è esibito il DJ John Holt, l’affluenza è stata compromessa in misura minore. Il titolare ha dichiarato di aver ampliato gli spazi e di aver installato macchinari per migliorare l’areazione dei locali. Le norme prevedevano per coloro che hanno prenotato la presentazione di un test negativo a seguito del quale viene emesso un codice QR, la compilazione un documento coi dati personali e la trasmissione al Ministero dell’elenco dei partecipanti da parte dei titolari delle discoteche. Dagli esami effettuati è però risultato un partecipante positivo e cinque persone a rischio (due ragazze che erano in viaggio e tre persone a stretto contatto con un positivo). C’è stato anche chi ha voluto divertirsi senza sottoporsi a test e ballare senza mascherina: nella serata successiva a quella delle discoteche “pilota”, si è tenuta una festa clandestina, anzi un botellón, poco fuori dal paesino di Fontaneda. In tanti si erano ritrovati già nel primo pomeriggio per poi andare avanti fino a notte fonda, quando la polizia è intervenuta per interrompere la festa e disperdere i partecipanti, senza però procedere ad arresti.

Secondo i dati ufficiali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, dal 3 gennaio 2020 a oggi si sono avuti ad Andorra 14mila casi confermati di contagio e circa 130 decessi su una popolazione di 77mila abitanti. Il coronavirus non ha impattato fortemente sul numero degli andorrani, ma ha soltanto accelerato i decessi nelle fasce più anziane, e nel complesso la popolazione è destinata ad aumentare: è questo il risultato dello studio di Joaquim Recaño, ricercatore e docente presso il dipartimento di Geografia dell’Università Autonoma di Barcellona. I residenti ad Andorra arriveranno ad essere circa 87mila entro i prossimi dieci anni. Questo incremento di più del 12% dei residenti è previsto in uno scenario “medio”, ritenuto più probabile rispetto a quello “alto” che parla di 91mila abitanti, e non è dovuto alla causa diretta dell’aumento dell’indice di fertilità, che invece è in calo dal 2014 e che forse scenderà per la scelta delle coppie di limitarsi a un figlio solo, per di più fatto in età non giovanissima. Grazie al “dinamismo economico” cambierà il modello di migrazione andorrano: non più “circolare”, ossia caratterizzato da un alto afflusso di persone da altri Paesi bilanciato da altrettanta emigrazione, ma quest’ultima calerà drasticamente mentre proseguirà la tendenza all’immigrazione in costante crescita negli ultimi anni.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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