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Ambasciata Iran in Italia: “il virus dell’occupazione e delle sanzioni non vincerà in Asia Occidentale”

L’attacco di Israele alla Siria avvenuta nelle scorse ore ad Hama e che ha portato alla morte di almeno 9 militari dell’esercito di Damasco e le parole del ministro dell’Energia israeliano Yuval Steinitz, rispondendo alle critiche interne che guardano preoccupate all’iperattivismo del premier Netanyahu “Il Piano Trump è il miglior piano di pace per noi che gli Stati Uniti abbiano mai messo sul tavolo. L’affare del secolo è l’occasione del secolo. E state certi che Israele non perderà questa opportunità” stanno rinfocolando il risentimento nell’area Mediorientale.

L’ambasciata iraniana in Italia era già intervenuta sull’argomento nei giorni scorsi, esprimendo forte preoccupazione per l’escalation in atto nella regione dell’Asia Occidentale. Ad essere contestati sono in particolare gli ultimi vent’anni di interventismo occidentale che come si evince in una nota “hanno lasciato conseguenze innegabili sul mondo e sull’Europa”. Seppure l’assalto a questi territori dura ormai da 8 decadi, è evidente che l’invasione dell’Afghanistan, l’occupazione dell’Iraq, il sorgere dell’Isis, le ondate migratorie di profughi verso l’Europa insieme ad un aumento dell’instabilità e quindi un “allontanamento delle prospettive di pace e prosperità per questa Regione“.

L’ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran in Italia H.E. Hamid Bayat ricorda come “Tutti questi fatti sono riconducibili alle errate politiche orchestrate dagli Stati Uniti d’America. Il Presidente Trump ammette che 8000 miliardi di dollari spesi dagli Stati Uniti nell’Asia Occidentali non hanno portato ad alcun risultato. Immaginiamo che se si fosse speso anche solo un decimo di questa cifra nella promozione di benessere e progresso, non ci sarebbero stati morti, devastazione e sfollamenti”.

Foto – Il muro palestinese

Per la diplomazia iraniana accusa apertamente l’America avrebbe di fatto “reso il mondo suo ostaggio. Il sostegno incondizionato degli Stati Uniti ad Israele in questi ultimi decenni ha causato molte tragedie in Asia Occidentale, tuttora perduranti. In linea con il piano americano denominato ‘Patto del secolo’  più simile ad un ‘Miraggio del secolo, il Governo occupazionista di Israele ha dichiarato che a breve annetterà al proprio territorio alcune aree della Cisgiordania. Indubbiamente queste azioni illegali che seguono decenni di occupazione, uccisioni  e spostamenti forzati di palestinesi, sono in palese violazione delle leggi internazionali – si pensi ade esempio allo ius cogens – e costituiscono una minaccia per la pace e la sicurezza dell’Asia Occidentale. L’oppresso popolo palestinese combatte contemporaneamente il Coronavirus e un ingiusta occupazione, assedi protratti e sanzioni“. 

Bayat tuona “L’unico governo al mondo che ha aggredito tutti i suoi vicini e continua a farlo è Israele. Mentre questo regime possiede circa 400 testate nucleari e non è membro di alcun trattato di non proliferazione, si trova costantemente a diffondere falsità contro altri paesi e li presenta come una minaccia per il mondo! Gli Stati Uniti oltre a fornire 3,8 miliardi di dollari all’anno in aiuti a Israele, hanno adottato 47 misure contro i palestinesi e a favore di Israele negli ultimi due anni“. Ad essere contestata dalla R.I. dell’Iran anche l’uscita di Washington dai finanziamenti umanitari all’UNRWA.

Il corpo diplomatico iraniano ammette che non tutti sono d’accordo con questa politica aggressiva nella comunità internazionale: “Come recentemente annunciato dall’Unione europea, l’annessione della Cisgiordania non ha legittimità e l’Italia, insieme ad altri quattro paesi europei, l’anno scorso l’ha dichiarata illegale. Inoltre, gli organi internazionali di giustizia saranno più attivi nel contrastare le politiche israeliane rispetto al passato. Tra i più recenti casi di questo attivismo si può menzionare l’inchiesta di Fatou Bensouda, capo procuratrice della Corte Penale Internazionale, che ha dichiarato che esistono ragionevoli basi per i palestinesi di rivolgersi all’Aia contro Israele per crimini di guerra“.

 Foto – H.E. Hamid Bayat amb. Iran a Roma

Bayat lancia un appello per superare la crisi dell’Area: quello di “tenere un referendum nazionale in Palestina“, attraverso cui cristiani, musulmani ed ebrei di origine palestinese sceglieranno il tipo di sistema legale di governo e godranno equamente di pari diritti . Per l’Iran “Il mondo di oggi non accetta che un governo a migliaia di chilometri di distanza decida per un’altra nazione e, peggio ancora, contrariamente alle risoluzioni delle Nazioni Unite doni le terre della Siria (le alture del Golan occupate) e della Palestina, ad un regime con una storia oscura di occupazione e invasione. La storia insegna un’importante lezione che gli Stati Uniti e Israele non hanno mai imparato: il denaro, la coercizione e l’ipocrisia non impediranno ai popoli di raggiungere i loro diritti inalienabili. La notte della forza, dell’intimidazione e dell’occupazione porterà a una alba luminosa, e questa è la volontà di Dio e l’ insegnamento della storia. Un insegnamento che un proverbio persiano richiama: ‘O prima o poi, ciò che è  sicuro è che accadrà’. Il destino della Palestina sarà deciso dal suo popolo e il virus dell’occupazione e della cospirazione contro il popolo di questa antica terra non potrà nulla contro di esso“. 

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