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7 Novembre 2020 – Biden 46° presidente degli Usa sub iudice. Schermaglie Cina-Australia. Nagorno, Turchia e Russia a colloquio ma Erdogan annuncia vittoria. Afghanistan, ucciso capo intelligence talebana

Il rappresentante dei democratici Joe Biden è il quarantaseiesimo presidente degli Stati Uniti d’America sub iudice. Donald Trump si rifiuta ‘pero’ di riconoscere la sconfitta e da lunedì inizierà a combattere in tribunale la battaglia per delle elezioni che continua a considerare “rubate”. Il nuovo presidente prevede di annunciare lunedì la sua task force sul coronavirus di 12 persone.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il presidente russo Vladimir Putin hanno avuto un colloquio telefonico in cui hanno discusso del conflitto nel Nagorno-Karabakh. Il Cremlino in questi giorni ha avuto colloqui telefonici con i leader azerbaigiani e armeni ed è stato un momento per allinearsi sulla situazione nella regione e trovare un modo per porre fine alle ostilità e avvicinarsi a una soluzione politica e diplomatica. Ma il sultano turco non molla: “Ci stiamo avvicinando alla vittoria“, ha detto Erdogan parlando nel corso del congresso provinciale del Partito per la giustizia e lo sviluppo (Akp).

Sulla scia dei conflitti commerciali e dell’inasprimento delle relazioni tra Cina e Australia, questa settimana gli importatori di Pechino dovranno prepararsi a una possibile serie di sanzioni su rame e sullo zucchero importati dall’Astralia. A settembre, la Cina aveva già sospeso le importazioni di orzo dal più grande esportatore di cereali dell’Australia con la scusa della presenza di un possibile parassita.

Il capo dell’intelligence talebana, Qari Khalid, responsabile del distretto di Garmsir, nella provincia meridionale di Helmand in Afghanistan, e’ stato ucciso in un attacco aereo lanciato dalle forze afghane.

Due istruttori e esperti militari delle milizie sciite libanesi Hezbollah hanno perso la vita la scorsa settimana in un raid aereo della Coalizione araba a guida saudita sulla periferia di Sana’a. Nello stesso raid, secondo quanto riferisce l’emittente “al Arabiya“, hanno perso la vita anche 13 ribelli Houthi. Le vittime del raid si trovavano in un sito ad Arhab, a nord di Sana’a, utilizzato dagli Houthi per addestrare i propri uomini e lanciare droni esplosivi contro l’Arabia Saudita. 

Otto organizzazioni non governative tunisine hanno lanciato un sito che consente ai cittadini di identificarsi e denunciare casi di violazione dei diritti umani nel Paese. Questa piattaforma, disponibile all’indirizzo “violations.marsad.tn“, “consente a ciascun cittadino di documentare e denunciare diversi tipi di violazioni dei diritti e delle libertà, in modo da costituire un database degli abusi commessi in tempo reale”, hanno affermato in una dichiarazione congiunta queste Ong, tra cui Avvocati senza Frontiere, l’Organizzazione mondiale per la lotta alla tortura e Al Bawsala, un osservatorio politico tunisino indipendente. 

La presidentessa ad interim della Bolivia, Jeanine Anez, ha annunciato che si ritirerà nella sua residenza di Beni, in Amazzonia, da dove si difendera’ dalle accuse di responsabilità nella repressione dei disordini seguiti alle elezioni dello scorso ottobre, nei quali si contarono diverse vittime. 

L’avvocata iraniana Nasrin Sotoudeh in rilascio temporaneo. Era ora“. Così il portavoce di Amnesty Italia, Riccardo Noury, ha commentato il rilascio temporaneo dell’avvocata per i diritti umani in Iran. 

Le forze dell’ordine francesi hanno arrestato la persona che la scorsa settimana ha sparato ad un sacerdote greco-ortodosso nella città di Lione. Lo riferisce oggi il quotidiano “Le Parisien“, secondo cui il sospetto, di nazionalità georgiana, è stato arrestato ieri e avrebbe confessato di aver aperto il fuoco contro il sacerdote perchè pensava potesse essere l’amante della moglie.

L’Egitto ha condannato oggi la demolizione di oltre 70 case da parte di Israele nella Cisgiordania. Lo ha annunciato il ministero degli Esteri del Cairo in un comunicato. 

Restano “divergenze significative” nei colloqui su un accordo commerciale post-Brexit tra Regno Unito e Unione europea. E’ quanto affermato da ambo le parti al termine del colloquio telefonico avvenuto oggi fra il premier britannico Boris Johnson e il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Diverse centinaia di manifestanti hanno contestato il governo gli Stati Uniti di fronte alla Zona Verde a Baghdad, dove si trova l’ambasciata Usa, su invito dei filo-iraniani che chiedono l’allontanamento delle truppe di Washington, regolarmente prese di mira dai razzi. “Fuori l’America, Baghdad libera!“, “Andatevene o vi portiamo fuori con i nostri razzi“, gridavano i manifestanti, mobilitati da Rabaa Allah, l’ultima nata – e la più potente – tra le fazioni armate filo-iraniane in Iraq.

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Nato a Torino il 9 ottobre 1977. Giornalista dal 1998. E' direttore responsabile della rivista online di geopolitica Strumentipolitici.it. Lavora presso il Consiglio regionale del Piemonte. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratore presso il settimanale locale il Canavese. E' stato direttore responsabile della rivista "Casa e Dintorni", responsabile degli Uffici Stampa della Federazione Medici Pediatri del Piemonte, dell'assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Piemonte. Ha lavorato come corrispondente e opinionista per La Voce della Russia, Sputnik Italia e Inforos

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