I più letti

Categorie

  • Nessuna categoria

6 Febbraio 2021 – Scholz contro von der Leyen, servivano più vaccini. Cina, più poteri alle zone di libero scambio. Yemen, Biden riabilita gli Huthi. Panasonic rinuncia al fotovoltaico

Circa 600 persone sono scese in strada stasera a Copenaghen per protestare contro le misure anti-Covid adottate dal governo danese e, in particolare, per il cosiddetto “passaporto corona“. Capeggiati dai “Men in Black Danemark“, un gruppo attivo su Facebook che da oltre un mese organizza raduni simili.

La Cina promuoverà riforme approfondite nelle zone pilota di libero scambio (Ftz) e agevolerà l’innovazione, la facilitazione del commercio e degli investimenti. Secondo la bozza del 14mo piano quinquennale e gli obiettivi a lungo raggio per l’anno 2035, alle zone pilota verrà concesso un maggiore potere decisionale nell’ambito della riforma mentre la costruzione del porto di libero scambio di Hainan proseguirà costantemente. 

L’amministrazione del presidente Joe Biden ritira gli Houthis dello Yemen dalla lista dei gruppi terroristici, appellandosi alla necessità di mitigare uno dei peggiori disastri umanitari del mondo. L’amministrazione Trump aveva bollato gli Houthis, sostenuti dall’Iran, come un’organizzazione terroristica straniera, una mossa che ha limitato la fornitura di aiuti al popolo assediato, che ha sofferto per una guerra civile lunga anni, seguita dalla carestia. 

Brad Parscale, l’ex manager della campagna elettorale di Donald Trump, ha definito l’ex presidente “un martire“, lanciandogli un appello su Twitter: “Devi correre per le presidenziali del 2024. Io ci sono, e tu?“.

Il ministro delle Finanze tedesco, Olaf Scholz, ha dichiarato di essere “arrabbiato per alcune delle decisioni che sono state prese lo scorso anno” riguardo le forniture di vaccini contro il Covid-19 in quella che appare una critica alla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. “Credo ci sia stata l’opportunità di ordinare più vaccini. E’ necessario che ognuno impari la lezione e questo è vero anche per l’Europa“. 

Questa sera, centinaia di manifestanti si sono riuniti fuori dalla residenza ufficiale del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, chiedendo le sue dimissioni per il processo che lo vede imputato per corruzione e della “cattiva gestione” della crisi da Coronavirus che ha piegato il Paese.

Le operazioni al porto terrestre cinese di Ruili – un importante passaggio di confine tra Cina e Myanmar – stanno continuando normalmente: non ci sono stati impatti sul commercio bilaterale in seguito alla situazione interna del Myanmar. Lo ha dichiarato al “Global Times” un funzionario del governo locale indicato come Yue, responsabile dei rapporti con i media.  Cresce la tensione nel Myanmar. Intanto però proprio oggi, a pochi giorni dal colpo di Stato da parte dell’esercito, migliaia di persone sono scese nelle strade di Yangon per protestare contro il golpe. “Abbasso la dittatura militare” e “La democrazia vincerà” sono tra gli slogan piu’ intonati dai manifestanti. 

Il governo afgano si dice “pronto” alla guerra nel caso in cui i talebani rifiutassero di proseguire i negoziati per la pace. “I talebani hanno abbandonato il tavolo dei negoziati con delle scuse e non vogliono arrivare alla pace. Per questo motivo siamo pronti alla guerra“, ha affermato il consigliere per la Sicurezza nazionale, Hamdullah Mohib.

Centinaia di persone hanno manifestato contro il governo a Tunisi sfilando con i ritratti di due politici di sinistra, Chokri Belaid e Mohammed Brahmi, entrambi assassinati nel 2013. 

Il colosso giapponese dell’elettronica Panasonic è pronto a ritirarsi dal settore della produzione di celle solari e pannelli fotovoltaici da marzo del 2022. Lo riferisce il quotidiano “Nikkei“, secondo cui l’ex azienda leader del settore ha deciso di cedere alla competizione a basso costo delle aziende cinesi. 

La sabbia del Sahara, trasportata dai venti diretti a nord, ha ‘invaso’ la Francia, colorando di giallo il cielo su gran parte del sud e dell’est del Paese. 

La Turchia si sta impegnando in grandi progetti e investimenti, nella speranza di diventare una delle prime dieci economie del mondo. Lo ha detto il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, parlando in videoconferenza alla cerimonia di inaugurazione di un ponte nella provincia orientale di Malatya.

Condividi questo post

Nato a Torino il 9 ottobre 1977. Giornalista dal 1998. E' direttore responsabile della rivista online di geopolitica Strumentipolitici.it. Lavora presso il Consiglio regionale del Piemonte. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratore presso il settimanale locale il Canavese. E' stato direttore responsabile della rivista "Casa e Dintorni", responsabile degli Uffici Stampa della Federazione Medici Pediatri del Piemonte, dell'assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Piemonte. Ha lavorato come corrispondente e opinionista per La Voce della Russia, Sputnik Italia e Inforos

    Leave Your Comment

    Your email address will not be published.*

    Forgot Password